#274 - 14 novembre 2020
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 settembre, quando lascerà  il posto al numero 313. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Ci vuole poco

di Dante Fasciolo

Ci vuole così poco / a farsi voler bene,
una parola buona / detta quando conviene,
un po’ di gentilezza, / una sola carezza,
un semplice sorriso / che ci baleni in viso.
Il cuore sempre aperto / per ognuno che viene:
ci vuole così poco / a farsi voler bene.

Sono parole semplici di una filastrocca
scritta da Angiolo Silvio Novaro
che molti della mia generazione
sapranno ancora a memoria
ma che i giovani scolari di oggi
sicuramente ignorano, e non per colpa loro.
Al di là del valore letterario
che i docenti e i libri di oggi scartano,
questi versi ci rimandano non già al tempo
in cui il poeta viveva, non certo facili
a cavallo tra ottocento e novecento…
ma, capovolti e contraddetti, al nostro tempo.

Specchio dell’odierna società, impietosamente
ci presentano il nostro volto deformato:
affatto proteso al farsi voler bene;
avaro di buone parole, ma sproloqui su tutto;
un linguaggio rude ed offensivo, come pugni;
un ghigno perenne, ed occhi senza luce;
vocazione alla vendetta
palese tra le rughe avvizzite della vita…

Eppure, specie in un tempo come il nostro,
ci vorrebbe così poco a farsi voler bene
se all’impasto di cemento che indurisce il cervello
fossimo capaci di contrapporre il caldo flusso
del sangue che converge al cuore.

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