#261 - 16 aprile 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Ambiente

In occasione della Giornata Mondiale della Terra - 22 aprile - promulgata dalle Nazioni Unite

Il Pianeta Terra:
L'impronta del creato

di Dante Fasciolo

Gli uomini del nostro tempo ti hanno dedicato un giorno di festa,
un inutile esorcismo per nascondere il male che hanno fatto
e che faranno ancora.
Hanno usato per te carezzevoli aggettivi,
ma ti hanno lasciata sola a combattere le nefandezze del mondo.
E tu, forte della tua fragilità, mostri ancora con coraggio
la tua fisionomia, segnata ma non vinta, e con accorato respiro
mi inviti a mutare in rinnovata scoperta la fantasia che muove
il meccanismo divino della creazione.
Volo, ora, abbandonato al libero aire del vento,
lo stesso che incide, come vomere invisibile,
solchi profondi sulle sabbie dei deserti infuocati;
e increspa, spinge, tormenta e moltiplica onde di acque calde e chete
mai stanche di rinnovarsi in spumeggianti approdi.

Ecco il ritmo poetico e violento, contraddittorio nello scorrere a valle,
di fiumi in piena, pacificati nel confondersi col grande abisso.
Ecco sconfinate praterie, e immensi boschi...
aprirsi d’improvviso sui crateri di canyon millenni:
palcoscenici per una sinfonia di equilibri.
Uragani e Cavalli nella Pampas, danza di api e voli di farfalla.
Dalle viscere della terra ecco nuovi schiavi... ed energie per i vivi.
Patrie e Popoli a rischio estinzione...
treni, navi, aerei al servizio delle tante droghe:
bagagli per il profitto e per la morte.
L’antico canto degli uccelli di Aristofane
sembra accompagnare con lamento il grido di dolore di madri
per il massacro dei loro figli, presto soffocato dal rumore assordante
dei tanti cacatua umani impegnati senza sosta e senza vergogna
per il possesso del territorio.
Orme di orsi in cerca di cibo su canditi, ostili ghiacciai,
bene si appaiano con la rassegnazione di milioni di uomini
in cerca di pane.... e i ruderi di Efeso non hanno dimenticato
il cammino di Paolo tra le genti per saziare tutti con il “Pane della Vita”.
Ecco... l’ultimo angolo inesplorato del mondo si rivela:
lo Spirito del Creato invita a rompere il soffocante guscio amanitico
e liberare la coscienza, e pregare, e difendere questo nostro
unico pianeta e le piante, gli animali, gli uomini che lo abitano.

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