#114 - 15 dicembre 2014
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascer il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, pu durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni pi importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perch" (Mark Twain) "L'istruzione l'arma pi potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perch i servizi sanitari siano accessibili a tutti. Papa Francesco Il grado di civilt di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bens nella capacit di assistere, accogliere, curare i pi deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civilt di una nazione e di un popolo. Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosit, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Rieducazione

di Giuseppe Sanchioni

“Piero aspetta! Hai dimenticato il resto!”
Gianni il giornalaio richiamò quasi urlando uno dei suoi clienti più assidui, anche se solo per il quotidiano.
“Ah, certo Gianni, stavo dimenticando il resto…”
“È che da un po’ di tempo ti vedo stralunato. Ci sono problemi per caso?”
“Caro Gianni, certo che ci sono problemi e non per caso. Io sono una vittima di questo paese. Io vivo tranquillo solo durante le estati degli anni dispari, quando per fortuna non ci sono né mondiali né europei né olimpiadi. Ma l’estate è troppo breve. Non ce la faccio più!”
“Ma che ti succede per avere una vita così triste, che al confronto il debito pubblico e lo spread sembrano una partita a Monopoli?”
“Devi sapere che lavorare nel mio ufficio è come essere condannati a un campo di rieducazione. Se resisti i primi quarant’anni poi ti rilasciano e vai finalmente in pensione.”
“Vuoi dire uno di quei campi cambogiani di Pol Pot con i khmer rossi?”
“Si, ma nel mio caso i khmer sono giallorossi! Otto ore al giorno di indottrinamento coatto con la radio accesa su quelle trasmissioni assurde in cui parlano per ore del nulla, discutono da una domenica all’altra di un fuorigioco. Si insultano allo sfinimento per un rigore. Straparlano a vanvera su un esonero di un allenatore. Si intervistano fra loro su un arbitro.”
“Certo messa così è un po’ dura…”
“Per non parlare poi del giorno dopo una sconfitta! Cala un silenzio di tomba, tutte le porte rimangono chiuse, un coprifuoco in cui è bene misurare le parole e non sfiorare neanche per sbaglio il tema.”
“Immagino cosa succede per il derby…”
“No, non puoi immaginare cosa mi tocca sopportare nei giorni prima e soprattutto dopo il derby. E pensare che io al secondo tempo di una partita già dormo…io che sono nato artista dentro, votato al cinema…”
“Vabbe’ ma in fondo si tratta di nove mesi l’anno…”
“Eh no! I mesi sono undici perché poi in estate c’è il calcio mercato, poi i ritiri per la preparazione, poi le amichevoli, poi i triangolari, i quadrangolari, i pentagonali, gli esagonali, i mondiali…”
“Certo, lo sai pure tu che l’anno è composto di due stagioni: il campionato e agosto!”
“Eh, ma stasera tengo tutta la famiglia a casa per vedere sul 55 pollici ad alta definizione col blu-ray ‘La corazzata Potemkin’ in versione originale coi sottotitoli in bulgaro. Ah, il cinema, la settima arte!”

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