#226 - 15 settembre 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Tempi...moderni?

Genio Europeo

di Giuseppe Sanchioni

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro dell’ora legale. Parafrasando una frase di oltre 150 anni fa, sembra apparire all’orizzonte una nuova emergenza. Pericolosa come un’arma, una delle più letali. Un’arma di distrazione di massa.
Sia a Strasburgo che a Bruxelles non si riesce a trovare una soluzione sostenibile a medio – lungo termine a nessuno dei problemi che ci circondano.
Non c’è una soluzione credibile per il problema dei migranti.
Non c’è una soluzione praticabile alle crisi bancarie.
Non si riesce a proporre una politica fiscale comune.
Non si riesce a costruire una politica di difesa comune.
Non c’è un’alternativa possibile al quantitative easing.
Non si riesce a ridurre in maniera efficace l’inquinamento.
Molti lavorano negli investimenti ma nessuno investe nel lavoro.
L’unica cosa che funziona è il mercato comune.

In tutto questo nasce però la necessità di trovare un nuovo argomento per variare ed arricchire le discussioni sia della Commissione che del Parlamento europeo, altrimenti rimanere seduti magari fino alle 17, essendo arrivati magari alle 9, diventa di una noia mortale. E, si sa, l’ozio è il padre dei vizi.
E allora ci si esercita nell’oratoria, ad esempio sviscerando l’ora legale. Si inventa un apposito sondaggio, del quale purtroppo nessuno dall’Europa mi ha avvertito nonostante fossi rimasto al lavoro, e si approfondisce il tema argomentando sul perché la gente la ritenga utile oppure no. E sembra emergere l’intenzione di lasciare libertà d’azione ad ogni paese, che si potrà quindi regolare di conseguenza. Poi, magari in base al principio di autodeterminazione dei popoli, ogni paese potrebbe decidere di lasciare libertà ad ogni regione, città e perfino individuo di scegliere l’ora che più gli aggrada. E questa sarebbe finalmente la soluzione finale per tutti i ritardatari cronici, siano essi treni, bus, aerei, colleghi e amiche.
Probabilmente questa problematica, contrariamente alle altre, ha tutte le caratteristiche europeiste, antipopuliste e antisovraniste, qualunque cosa queste parole vogliono significare.

Comunque, consapevoli delle difficoltà che si presenteranno una volta risolto il dilemma dell’ora estiva, proponiamo altri spunti di riflessione su cui esercitare il meglio del pensiero europeo, che nei secoli ha dato tanto alla cultura mondiale:

  • Acqua minerale liscia o gassata durante le riunioni
  • Colazione a casa o al bar prima del lavoro
  • Mare o montagna per le vacanze
  • Nel caso il sondaggio indicasse il mare, slip o boxer.

Certo, ci rendiamo conto che questi sono dei semplici contributi. Siamo certi che gli stessi signori a Strasburgo e a Bruxelles sapranno fare di meglio.
Questo è quanto: non ci aspettavamo questi gravi effetti collaterali perché l’estate non sembrava particolarmente calda… chissà forse sono dovuti ai troppi fulmini o alle tante trombe d’aria…

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