#215 - 7 aprile 2018
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Televisione

TV Croce e delizia

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

La morte improvvisa e prematura di Fabrizio Frizzi, storico e stimatissimo conduttore di programmi di successo, ha scosso tutto il mondo televisivo e non solo, nonostante la battuta d’arresto degli ultimi anni che hanno visto diradarsi la sua presenza sullo schermo.
Per due giorni la RAI ha sospeso la programmazione per celebrarlo ininterrottamente con testimonianze e ricordi; ed ha trasmesso in diretta i funerali, affollatissimi, dalla Chiesa degli artisti in Piazza del Popolo: una straordinaria testimonianza d’affetto e di stima degna di un santo o di un eroe.

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C’è evidentemente un bisogno famelico di uomini e di condotte esemplari e quanto accaduto in questi giorni ne è una prova ulteriore. Delle due l’una: o Brecht aveva torto marcio oppure ce la stiamo passando maluccio. Tertium non datur.

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A quinta colonna sorprendiamo un noto cuoco televisivo affermare ripetutamente che “Renzi è come Hitler”… povero Renzi! E pensare che poche settimane fa aveva inveito più volte contro il “male assoluto”... Il conduttore Del Debbio insorge e si dissocia, gli astanti scuotono la testa.
Vero è che, dai tempi del dopoguerra, il famigerato dittatore austriaco sta assolvendo egregiamente il compito “socialmente utile” di cloaca maxima dell’umanità.
Non c’è bisogno soltanto di eroi, evidentemente. Perfino i russi, legittimi eredi dell’altrettanto famigerata Unione Sovietica, si sono indignati – lo abbiamo appreso da Rainews - quando il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, ha paragonato i prossimi, imminenti mondiali di calcio che si svolgeranno in Russia, alle olimpiadi di Berlino del ’36, alludendo al loro possibile impiego propagandistico.
Un’affermazione ripugnante, un paragone offensivo e inaccettabile, hanno replicato dal Cremlino.

Siamo nel clima delle festività pasquali e si affaccia con maggiore insistenza il pericolo di attentati. Ancora sembra imperversare la spietata setta islamica che si fa chiamare Isis. Hanno scovato qualche “radicalizzato” (sarebbe meglio dire “disadattato”) anche in Italia a fare proseliti e forse a preparare stragi. Certo, a ben osservare i loro volti, quando una telecamera generosa ci regala un primo piano, e soprattutto a sentire ciò che dicono, questi signori non danno proprio l’impressione di gente avvezza al pensiero, ma piuttosto di automi telecomandati fabbricati in serie.
Questi beoti sono la prova sensibile che il “progetto uomo” non sempre va a buon fine.

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Lo scorso 31 marzo sen’è andato l’ultimo superstite dei De Filippo, il figlio di Peppino, Luigi, attore, regista e commediografo.
I De Filippo coi loro volti marcatamente napoletani, dalla mimica sobria ed espressiva, sono stati per decenni sinonimo di ottimo teatro e di buon cinema. Vogliamo ricordare anche Titina, Eduardo e il figlio Luca scomparso qualche anno fa. I loro volti, le loro voci ci sono familiari e ci appartengono come fossero tasselli della nostra vita.

Zapping

In questi giorni, passate le elezioni, si sta cercando, con una certa frenesia mista ad un discreto entusiasmo, di formare il nuovo governo, e Salvini e Di Maio, i due leader vittoriosi, vengono intervistati un po’ ovunque e si contendono con tenacia l’ingresso a Palazzo Chigi. Più che comprensibile: è un’occasione ghiotta per entrambi e non è poi detto che sia così facilmente ripetibile. Ciascuno tesse le lodi del proprio programma di governo, presentandolo come un toccasana per le sorti del paese.
Te piace ‘o presepio? Avrebbe sommessamente chiosato Eduardo.

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