#215 - 7 aprile 2018
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Humour

Ricadute

di Giuseppe Sanchioni

Anche se il periodo può sembrare quello giusto, non parlo di influenza e virus allegati bensì della possibilità che ci potesse cadere in testa qualcosa, e nella fattispecie il “Palazzo Celeste” cioè la stazione spaziale cinese Tiangong-1 in caduta libera, una specie di pullman lungo circa 10 metri e pesante quasi 8 tonnellate in orbita dal 2011 ed arrivata al pensionamento per la fine operativa.

Una specie di baby pensionata, dopo soli otto anni di lavoro (senza spendere una lacrima, ma in Cina non c’è l’INPS né la legge Fornero), aggravata dal fatto che sembra i cinesi non avessero più il pieno controllo della traiettoria di rientro. Un po’ come i nostri strapagati manager di grandi aziende.

Comunque, il rientro, previsto per i primi di aprile, è avvenuto senza guai. Possiamo finalmente uscire di nuovo fuori dalle cantine e dai garage, come ci avevano saggiamente consigliato di fare i telegiornali e noi avevamo prontamente eseguito passando le vacanze di Pasqua nel sottosuolo portandoci colomba e salame d’ordinanza.

Ma se cadeva su un’auto? Se sono assicurati, chi avrebbe firmato il CID? Certo, se fosse caduta per strada ci sarebbe stata la possibilità di fare una bella class action contro la Cina per aver provocato delle buche a Roma.

Rimane il fatto che sulle nostre teste, molto in alto, “girano” svariate centinaia di pesanti scatole metalliche. Sono i satelliti artificiali per meteorologia, per telefonia, per geo-localizzazione, per sperimentazione scientifica, per spionaggio militare. Ma ci sono anche tutti i rottami che si sono prodotti in questi anni e che ancora gireranno per chissà quanto tempo. Insomma lo spazio sembra la corsia interna del raccordo anulare tra la Salaria e la Tiburtina verso le cinque del pomeriggio con tutti i resti dei tamponamenti precedenti mai rimossi. E a noi non resta che vivere con questi “rottami di Damocle” sulla testa, pronti a scendere in cantina appena un TG ha la bontà di avvertirci.

Ma c’è anche chi c’intravede una specie di metafora della vita: una volta in pensione per la fine operativa anche gli umani, dopo aver girato tutta la vita, vengono lasciati senza controllo e cadono fino alla distruzione…

APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -