#210 - 10 febbraio 2018
KOMIKON - Vorrei sapere: quelli che si sposano per la seconda volta, cosa non hanno capito della prima - Dottoressa, ho jun problema di erezione continua i può dare qualcosa? Vitto, alloggio e 1000 euro al mese, di più non posso - Oggi per strada ho trovato 10 euro e da buon cristiano quale sono ho pensato: cosa avrebbe fatto Gesu? Cosi le ho trasformate in vino: due bottiglie - Se vostro marito vi dice che lo aggiusterà, lo aggiusterà. Non c'è bisogno di ripeterglielo ogni sei mesi - Dio, quando ti ho chiesto una vita senza pene, devi avermi frainteso
Editoriale

Paura vera

di Dante Fasciolo

Non c’è tegua sul fronte degli omicidi,
le cronache di ogni giorno abbondano di notizie:
mogli uccise dai mariti, figli uccisi dai padri, donne uccise dagli amanti…
ce n’è per tutte le tipologie e i dettagli fanno la differenza;
e perdurando l’accavallarsi delle cronache per giorni,
resta difficile memorizzare nomi e circostanze.
I numeri si impongono come grani di un rosario
e lo sconcerto affievolisce sempre più.

Tuttavia, a scuotere l’assuefazione quotidiana,
di tanto in tanto, ecco un delitto più efferato degli altri:
il caso della ragazza sezionata e nascosta in valigia
esplode a dismisura e punta deciso al colpevole,
un ragazzo nigeriano, clandestino, già titolare di malefatte.
E sebbene crescano i dubbi sulle dinamiche dell’atroce delitto,
la pelle nera basta ad accendere il fuoco:
e una mente malata ecco trasformare gli stranieri
in “negri” da abbattere col fucile per vendetta.

E’ solo un mattoide fanatico nazi-fascista?
Un solitario lupo assetato di sangue e rancore?
No, è un prototipo da salvaguardare,
infatti, ogni dove, si levano voci in sua difesa:
C’è il politico che aizza e lo indica come seme,
c’e chi teorizza il gesto inevitabilmente corretto,
e c’è la massa dei mentalmente repressi
che organizzano manifestazioni e scontri
per alimentare un odio capace di trasformare
in consensi e voti la paura latente
nelle fragili coscienze della società.
L’incapacità di reagire di questo popolo
alla violenta, sottile politica del dileggio,
rende l’effettiva portata della paura
che ci trasciniamo colpevolmente dietro.

Amami perchè senza te, niente posso, nulla sono (P.Verleine) - Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire (J. Morrison) - Possa la mia anima rifiorire innamorata per tutta l'esistenza (R. Steiner)