#199 - 18 agosto 2017
LA STRISCIA KOMIKA - Attenzione, per arrabbiarsi si mettono in moto 65 muscoli! per sorridere solo 16! Fai economia, sorridi!!! - E' chiaro che i tizi che stanno seduti al bar alle 11 del mattino sanno qualcosa su come ci si guadagna da vivere che noi non sappiamo - Ho bisogno di emozioni forti...vado a leggere il mio estratto conto - Beati i vegetariani... che non possono mangiarsi il fegato - L'unico uomo capace di tenere sveglia una donna tutta la notte, porta il pannolino - Come si chiama...quando tutto va bene? Alcool, si chiama alcool! - Oggi la mia vicina ha urlato così forte a suo figlio che dalla paura mi sono messo a sistemare la camera pure io - L'unica che ti aiuta veramente nel momento del bisogno è la carta igienica -
Racconto

Paroleparole

Parte prima

di Ruggero Scarponi

Mi chiamo Aldo e questo non credo che dica molto ai più. Non sono sposato, ho cinquantanove anni e per circa quarant’anni ho lavorato in una prestigiosa azienda a livello nazionale. Ora a due o tre anni dalla pensione mi trovo disoccupato. Disoccupato per mia scelta.

Tutte le mattine, da che non ho nulla da fare, vengo qui, in questo parco, a passeggiare e a passare il tempo. Di rado mi fermo a parlare con qualcuno. Stamattina, però, caro amico, mi è sembrato che lei fosse la persona ideale cui confidare certe idee che vado rimuginando dentro di me e che sono state la causa delle mie dimissioni. Le dirò che sono molto contento che lei si sia dimostrato disponibile ad ascoltarmi, non è facile, infatti, trovare uno sconosciuto con cui chiacchierare di cose che siano più consistenti del più e del meno. Pertanto se desidera pormi delle domande non si faccia scrupolo le risponderò con sincerità e senza reticenze.

  • Per la verità, da come si è avvicinato, mi ha subito incuriosito e ho intuito che la sua non era una storia qualsiasi e che valeva la pena di ascoltare. Qualcosa me l’ha già detta, il suo nome, la sua età, il fatto che si trova disoccupato per sua scelta…ma vediamo in tutto questo di fare un po’ d’ordine. Per esempio mi parli del suo lavoro, di cosa si occupava?
  • ero agente di commercio, da più di trent’anni.
  • Ha fatto studi regolari?
  • Si. Dopo le medie mi sono diplomato ragioniere.
  • E ha sempre lavorato, dopo, o è stato disoccupato per alcuni periodi?
  • No, ringraziando il Cielo nel mio settore non c’è mai stata crisi e ho sempre potuto lavorare senza problemi e anche con qualche soddisfazione.
  • Dal lato economico?
  • Anche. Guadagnavo molto bene.
  • E come mai ha pensato di aprirsi proprio con me, che non ci conosciamo e ci siamo incontrati per caso? Pensa che potrei fare qualcosa per lei?
  • No, non credo che lei possa fare nulla per me. E d’altronde perché dovrebbe? mi sono licenziato io, per mia libera scelta.
  • E’ forse intervenuto qualche fatto grave che l’ha spinta a tale decisione? Qualche illecito?
  • Ci mancherebbe! No, la rassicuro subito. La nostra è un’azienda sana e noi agenti si è sempre lavorato onestamente. No, non è di questo che intendo parlare.
  • E allora coraggio, l’ascolto.
  • Bene. Le dirò, trovarmi senza lavoro, alla mia età, non è una cosa semplice. Se a questo poi aggiunge che sono stato io stesso l’artefice di tale situazione può capire in quale stato di confusione oggi io mi trovi.
  • Certo, lasciare un lavoro sicuro, di questi tempi, è piuttosto inconsueto, mi pare.
  • E’ vero altrimenti non sarei qui a raccontarle i fatti miei.
  • Ma lei ha riflettuto bene su quel che faceva?
  • Vede, a questo punto, prima di rispondere e per essere compreso appieno ho bisogno che faccia un piccolo sforzo d’immaginazione, piccolo, non pretendo molto ma è assolutamente necessario che si faccia carico di una verità che a me appare evidente.
  • E sarebbe a dire?
  • Che per ognuno di noi c’è un destino già scritto.
  • Se può agevolarla nella sua narrazione fingerò che sia così, sebbene io sia sempre stato convinto del contrario e cioè che ognuno forgia il proprio destino da sé medesimo.
  • Non voglio entrare in simili disquisizioni, non ci porterebbero da nessuna parte. Anzi trattando della mia vita ciò che interessa conoscere è solo il pensiero da cui sono scaturite le mie azioni.
  • Come vuole, l’ascolto, ma con riserva, riguardo al suo fatalismo.
  • Mi sarebbe sin troppo facile dimostrarle come anche lei, così scettico, ne subisca costantemente l’influsso, del “mio fatalismo” ma preferisco astenermene per proseguire nella narrazione.
  • Giusto, ma prima di continuare, mi dica, in che ramo del commercio esercitava?
  • Domanda ottima, direi importante. Io, noi, ci occupavamo di biancheria intima femminile, lingerie.
  • però! Un settore alquanto stimolante. Chissà di quanti aneddoti e segreti si sarà arricchita la sua esperienza!
  • Non lo nego. Stare tutto il giorno a contatto con l’intimità femminile…ci sarebbe da raccontare, davvero.
  • E lei ha avuto il coraggio di abbandonare un lavoro simile?
  • Si. E insieme al lavoro tante conoscenze e amicizie interessanti.
  • E allora! In tutta franchezza credo che abbia commesso una sciocchezza. Almeno si fosse trovata un’altra occupazione, prima.
  • Se la mettiamo sul piano della razionalità non potrei darle torto eppure la mia decisione per quanto impulsiva fu inevitabile.
  • Se lo dice lei, la credo. Ma vorrei capire, se permette.
  • Certo è per questo che mi sono deciso a parlarle. Comincerò dal principio, da quando ottenuto il diploma di ragioniere presentai domanda di assunzione a diverse aziende.
    A quel tempo era sufficiente un diploma per essere assunti e trovare un lavoro non era difficile come oggi.

Dopo qualche settimana, infatti, fui contattato dall’ufficio del personale dell’azienda di biancheria che le dicevo. Era leader nazionale del settore e io fui convocato a Milano, presso la sede centrale per il colloquio. Tutto andò bene e in meno di due settimane entrai come impiegato.

  • Quindi il suo primo impiego non fu come agente, bensì come impiegato…in quale settore?
  • Amministrativo. Ero alle dirette dipendenze del direttore amministrativo.
  • E si è trovato bene in quell’ufficio?
  • Più che bene, mi creda. Il mio capo ed io andammo subito d’accordo e presto ricevetti molte lodi e qualche premio in denaro per il mio lavoro. Era molto soddisfatto di me e mi affidava incarichi di fiducia.
  • Per esempio?
  • Bè, niente di eccezionale naturalmente, non vorrei che si facesse un’idea errata. Erano tutti servizi di supporto all’attività del direttore, come tenere in ordine l’archivio delle gazzette ufficiali e di altri compendi a carattere economico o giuridico.
  • Un lavoro mi par di capire da segretario.
  • Se vuole.
  • Bene e quando avvenne che passò al settore commerciale?
  • Dopo qualche anno, il direttore amministrativo ci lasciò definitivamente, nel senso che ebbe un infarto e morì. Il suo posto fu assegnato a un dirigente venuto da fuori che si portò dietro i suoi collaboratori. Per me in quell’ufficio non ci fu più posto e per non essere licenziato o spedito a qualche sperduta filiale accettai l’offerta di diventare agente.
    (continua)
Una pietra può tornire una pietra se la muove la mano dell'amore (H. von Hofmaansthal) - L'amore è la più saggia delle follie (W: Shakespeare) - Colui che è contento di se stesso, ama l'umanità (L: Pirandello) - Non si è perduto niente se ci resta l'amore (Parafrasando F: Voltaire) - Non c'è amore sprecato (M: de Servantes) - Ama e fa ciò che vuoi (Sant'Agostino) - Si vive solo il tempo in cui si ama (C.A. Helvetius)