#195 - 10 giugno 2017
AAAAAttenzione - Care amiche e cari amici lettori, dopo alcune difficoltà tecniche e qualche scontro con l'influenza, eccoci di nuovo con il primo numero del 2018 del giornale. Dunque, innanzi tutto un BUON ANNO a tutti, che sia veicolo di felicità, serenità, salute. Invitiamo tutti a seguirci e da parte nostra cercheremo di essere puntuali nelle uscite e capaci di proporvi notizie di vostro gradimento. grazie.
Editoriale

Manipolazione

di Dante Fasciolo

Una interminabile partita di tresette
è in corso ormai da decenni.
Non si tratta di una partita da giocare
in una oscura bettola tra avvinazzati,
bensì tra gentiluomini rasati e pettinati alcuni,
barbuti e turbanti di ogni tipo in testa altri,
che da mattina a sera siedono ai tavoli da gioco,
ovvero aule parlamentari o ministeriali,
sempre più spesso aule bancarie e multinazionali.

Mentre nel primo caso i giocatori sono divisi
in due distinte posizioni: 2 contro due,
e il gioco si svolge in assoluto silenzio perchè sono solo
gesti furtivi ad orientare la vittoria ;
nel secondo caso si parla sempre molto
per confondere l’avversario, e sempre meno gesti
se non per mascherare il vero pensiero.

Così avviene che si dice bianco per nero,
si sorride per nascondere la rabbia,
si urla per supplire all’incapacità, si ricatta per un torto,
si ammonisce per vendetta, si alzano indici accusatori,
si mobilitano masse per spaventare gli ignavi
dando loro l’illusione di contare.

E qui il tresette modifica la sua natura,
da gioco diventa manipolazione,
e il tavolo muta in una grande scacchiera
con re, regine, cavalli e fanti
che si incontrano, si scontrano, si inseguono,
si contraddicono, si tradiscono…
falsità e interessi spesso inconfessabili
rimbalzano con l’agilità di atleti in gara per una coppa.

Guardiamo cosa succede nel mondo
con un attimo di freddezza.
Ancora una volta si nota la differenza:
la coppa del tresette profuma di vino e amicizia…
la coppa degli accaniti falsi combattenti,
contiene fiele e veleno
spacciati come il bene per l’umanità.

Dagli scritti di Don Lorenzo Milani Priore di Barbiana tratte dall'Agenda Conoscenda 2018 (Leggere anche Articolo "Una lettera da Barbiana" - Io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri - Il mondo ingiusto l'hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l'avranno giudicato e condannato com mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola - Non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è l'obbedienza.Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste... - La coerenza è un altissimo privilegio dell'uomo, ma a patto che l'uomo abbia quel minimo di cultura senza del quale Uomo non è -