#185 - 4 marzo 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Fumetto

S.K.1

di Giada Gentili

È il nome, questo, dell’eroe principale, del protagonista di S.K. 1.
Parlare di fanta¬scienza vera e propria sembra un poco falsare i contorni delle intenzioni di Guido Moroni Gelsi.

S.K.1

È vero: si parla in esso di un altro pianeta che un gruppo di terrestri, il giovane Varo Vaschi, il professor Vela e la figlia di costui, Jole, visitano capitandovi per caso, cioè precipitandovi con il loro «stratosferico S.K. 1»: velivolo che più che al futuribile tecnologico sembra imparentarsi con i marchingegni di Robida per altro filtrato da umori decisamente caserecci.

Ma la storia rientra nella sfera del fantastico, del mitico e dell’esotico.
Sembra che Moroni Gelsi non riesca a liberarsi da certi condizionamenti ambientali da lui studiati soprattutto per le vicende salgariane dei thugs strangolatori. Ma è proprio ciò a conferirgli un sapore di originalità che lo distingue da ogni altro fumetto appartenente al filone.

S.K.1

In quell’epoca, dopo il Buck Rogers in the Year 2429 di Dick Calkins e Phillip Nolan e insieme ad altri racconti, trionfavano le strisce raymondiane di Flash Gordon: l’eroe principe dei vagabondi delle stelle, immerso in un alone fiabesco con draghi e strane razze di umanoidi.
Moroni Gelsi non poteva sottrarsi a quel richiamo.
Lo si può notare dalle principali figure che animano l’intreccio del suo racconto: Varo Vaschi è per così dire il Gordon della situazione, mentre il professor Vela sostituisce il savant dr. Zarro e Jole è palesemente Dale. Ma questa somiglianza e le altre, per esempio l’uomo-lupo Upupo, gli uomini-salamandra, l’uomo-tigre, la bestia Orus ecc. pur obbedendo alla medesima matrice in fondo cui si era ispirato Alex Raymond (il mondo della mitologia) riescono ad assumere una singolare compostezza, un cifrario « magico » del tutto inedito.

S.K.1 non ha niente di futuribile. Non vi sono al suo interno marchingegni che oggi possano far gridare al miracolo, cioè abbiano precorso in qualche modo il cammino delle scoperte scientifico-tecnologiche. Anzi vi si respira una certa aria demodé, un certo sapore ottocentesco, dovuto proprio allo stile grafico, inconfondibile, di Guido Moroni Gelsi.
La parabola è anch’essa ingenuamente legata a una mitica civiltà del Ferro e dell’Acciaio: i tre protagonisti finiscono prigionieri di un imperatore appunto del Ferro, quindi si trovano a fronteggiare le ire di Aera, principessa di codesto regno denominato dell’Acciaio.
L’azione è ricca di movimento, di colpi di scena, di agguati, di sorprese: il tutto all’interno di scenografie e di cerimoniali tolti di peso dalle mitologie religiose orientali.

S.K.1

Bello questo fumetto, bello ogni oltre apprezzamento di una lettrice che sta sfogliando da mesi la storia del fumetto.
Non farò la solita omelia sui risvolti sociali e politici.
Godiamoci insieme S.K.1 in santa pace alla faccia delle miserabili scissioni partitiche.

APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -