#184 - 18 febbraio 2017
AAAAAttenzione - Care amiche e cari amici lettori, dopo alcune difficoltà tecniche e qualche scontro con l'influenza, eccoci di nuovo con il primo numero del 2018 del giornale. Dunque, innanzi tutto un BUON ANNO a tutti, che sia veicolo di felicità, serenità, salute. Invitiamo tutti a seguirci e da parte nostra cercheremo di essere puntuali nelle uscite e capaci di proporvi notizie di vostro gradimento. grazie.
Editoriale

Coerenza

di Dante Fasciolo

Credo che nessuno usi il termine coerenza
senza provare un piccolo brivido dentro di se,
e seppure armati della più grande autostima
non si può negare a se stessi che, si!…a volte sono stato incoerente.
Ma essere coerenti non vale solo affermarlo
se alle parole non corrispondono le azioni,
e tanto più si è coerenti se l’agire è riferito ai principi.

Ora non c’è chi non veda
che viviamo una società profondamente incoerente:
critichiamo gli altri sempre per assolvere noi stessi;
giustifichiamo ogni nostra azione quotidiana
coprendola con esempi deplorevoli degli altri;
proclamiamo le nostre convinzioni
senza percepire un pur minimo rilievo contrario;
Insomma, vedere l’errore nell’azione altrui
serve a fuggire dall’evangelico trave nel proprio occhio.

Orbene, se è vero che cambiare opinione
è ormai sdoganato come prova di intelligenza,
cambiare repentinamente troppo spesso,
e in un lasso di tempo ristretto, è decisamente incoerente,
con buona pace di chi presume essere sempre e comunque
portatore di verità, ancorchè da dimostrare.

Da un po’ di tempo a questa parte
c’è in atto all’interno della società,
e nell’agire di quanti sono chiamati a rappresentare
le esigenze della comunità,
un sempre più forte e malevole modo di combattere
che sul filo di ragionamenti roboanti quanto complicati
maldestramente incanalano la loro incoerenza
verso determinazioni da far invidia ai più abili sfasciacarrozze.

Non martelli o cacciavite, gli strumenti sono più sottili:
aria levantina, bizantinismi lessicali, minacce altisonanti…
e una variegata incoerenza a cornice della vaghezza.

Dagli scritti di Don Lorenzo Milani Priore di Barbiana tratte dall'Agenda Conoscenda 2018 (Leggere anche Articolo "Una lettera da Barbiana" - Io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri - Il mondo ingiusto l'hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l'avranno giudicato e condannato com mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola - Non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo d'amare la legge è l'obbedienza.Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste... - La coerenza è un altissimo privilegio dell'uomo, ma a patto che l'uomo abbia quel minimo di cultura senza del quale Uomo non è -