#108 - 20 ottobre 2014
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Decreto

di Giuseppe Sanchioni

Considerato che è diventato di stretta attualità rottamare e abolire un po’ di tutto, propongo anch’io un’abolizione che mi piacerebbe venisse realizzata. Ma veramente, non come le province o il Senato: l’abolizione per decreto della furbizia italica.

Che sarebbe la furbizia di chi parcheggia in seconda fila davanti all’ufficio postale bloccando una strada per chilometri. Di chi non ti fa la fattura dicendo che così tu risparmi l’IVA ma non ti dice che invece lui risparmia l’IRPEF. Di chi parcheggia col permesso da disabili del nonno morto da dieci anni e di cui continua a riscuotere regolarmente la pensione. Di chi non vuole pagare e ti dice fammi causa sapendo che sicuramente andrà in prescrizione. Di chi fa leggi teoriche e inutili perché quando le applichi ogni caso diventa un’eccezione. Di chi è sempre abusivo, ché tanto prima o poi un condono non si nega a nessuno. Di chi più ha torto e più fa ricorsi, così il brodo s’allunga e il tempo passa. Di chi dice che sabato parte la metro e tu passi tutto il pomeriggio a Centocelle aspettando il treno.

Certo i primi tempi sarebbero terribili e getterebbero nella disperazione moltitudini di italiani che, con anni e anni di esperienza sulle spalle dopo una vita da furbi, non saprebbero come riciclarsi. Ma almeno si creerebbe parecchio lavoro per psicologi e forse anche per psichiatri. Forse si tratterebbe di analizzare un intero popolo.
Per poi, chissà, scoprire che è una questione di DNA e con qualche ricerca i genetisti potrebbero anche trovare i geni coinvolti per poi studiare un sistema per disattivare quelle proteine nelle generazioni future ed evitare ricadute.

Ma no! Cari amici furbi, dormite tranquilli. È stato solo il sogno di una notte di fine estate provocato da qualche talk-show non digerito. Qui siamo in Italia, mica nell’Isola Che Non C’è. E poi sono convito che se anche accadesse, il furbo italico supererebbe se stesso: farebbe il decreto e poi farebbe migliaia di emendamenti per farlo decadere senza neppure preparare i decreti attuativi.

Decreto

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