#171 - 29 ottobre 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 30 novembre quando lascerà  il posto al numero 358 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Poesia

Il tuo tempo, madre

Di Melina Gennuso

Non allevia, la nostalgia, i segni del cuore
della terra di sole che accendeva vene
giacigli di gelsomini e fiati d'ulivi
e giare antiche colme d'isbisco di memorie.
Memorie che ho di te, madre
partita chissà dove a mani vuote
tu
che hai partorito figli, nutriti al senso
calice d'amore e nenie
fra rintocchi lenti di campane.

Momenti dolci, cormorani al sole
ad asciugarsi immobili
poi liberi di sfiorare arcobaleno.
I melograni, in ogni chicco un sogno
scorreva tra le maree e la quiete di saline
e il ritmo di ombre vacillanti
nell'eclissi di luna blu, nel suo silenzio.

Ancora altre stagioni, le tue cascate d'ore,
non più spora che travolge di passione
ma artigli di affanni e l'oceano del tempo
che si asciuga.
Poi scaglie di un'alba a germogliare pace
nel disadorno tonfo di cose, sogni
sfaldati nel riposo dell'epoca vissuta.
Ma la tua età non ha mai dissolto
quel sorriso che implorava luce.

Ora, madre,
con la tua veste di frumento me vento
nel passo che percorre l'orizzonte,
ti vedo al davanzale d'ogni aurora,
e commossa, quando la luna sale al cuore
e poi, declina.

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