#155 - 18 aprile 2016
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1 lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo cos alto da giustificare metodi cos indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il pi piccolo degli animali una delle pi nobili virt che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuer a massacrare gli animali non conoscer ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo il pi crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Fumetto

Vissuto nel tempo della contestazione - nessuno lo ricorda più

Milord

di Giada Gentili

Milord è un fumetto italiano creato negli anni sessanta dall'autore Max Bunker (Luciano Secchi) e dal disegnatore Paolo Pifferaio, qui alla loro quarta collaborazione insieme.
La storia è ambientata a Londra ai tempi della Belle époque.

MilordMilord

Milord è un ladro gentiluomo che ruba ai ricchi non solo per sé stesso, ma anche per aiutare i più bisognosi, celando il proprio volto dietro una maschera. Nella realtà egli è Edward Grinn; ha assunto questa identità dopo che il vero Milord, a cui ha cercato di salvare la vita e che invece muore fra le sue braccia a seguito di un incidente (cade rovinosamente da un cornicione nel primo episodio), gli chiede di continuare le sue gesta, punendo i profittatori ed i banditi.

MilordMilord

Edward accetta e, superata qualche iniziale difficoltà, dimostra ben presto di avere capacità e classe per perpetrare l'esistenza e continuare l'affascinante leggenda di Milord. Ma Milord non ha successo, appannato se non letteralmente surclassato da personaggi coetanei che vivono una vera e propria stagione di gloria.
Siamo nel 1968, fine aprile per la precisione, quando il primo numero è disponibile in gran parte delle edicole d’Italia. Le caratteristiche per un prodotto di successo ci sono tutte. Forse è l’ambientazione troppo utilizzata, in fondo si tratta del solito ladro gentiluomo, oltretutto mascherato, abbigliato con impeccabile eleganza, caratteristiche appunto di un autentico Milord. L’esperienza dura solo sette mesi, e pare essere un progetto sorto senza troppa convinzione, anche la periodicità delle uscite varia. Il personaggio passa subito senza lasciare tracce visibili o umori di sorta, solo i più accaniti e attenti lettori di accorgono dell’avvenuto attraversamento.

MilordMilord

Parabola dell'effimero. Bello, Milord: classico, stile, ben curato. Tipo Arsenio Lupin. Siamo nel 1968: rivoluzione studentesca (il maggio di Parigi), il Vietnam, Canzonissima, i Kennedy, Martin Luther King viene assassinato, muore Padre Pio, Nixon eletto presidente. Di tutto questo sapevo dell'omicidio di King. Eppure, rileggendo i giornali dell'epoca, quanta (giusta) attenzione. Chissà quanto se ne parlava nelle strade, nei bar, ai circoli, a scuola....Mio padre aveva 12 anni e mia madre 8. Nel maggio di quell'anno mio padre perse ...il padre. Poi sarebbero arrivati gli anni settanta, l'austerity, il terrorismo...Oggi scrivo di Milord di cui non si ricorda più nessuno, neanche un tizio che conosco, gran appassionato di fumetti...

MilordMilord

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessit di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidariet tra singoli e le comunit, a tutte le attualit... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicit e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libert di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.