#150 - 7 marzo 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Tempi...moderni?

Dopitecnologia

di Giuseppe Sanchioni

Apprendiamo dai giornali una cosa di cui eravamo già da tempo convinti. E cioè che la realtà supera di gran lunga la fantasia!
La notizia di cronaca è che in una gara dei mondiali di ciclocross in Belgio è stata scoperta un’atleta che aveva equipaggiato la sua bici con un motore nascosto nel telaio nel tentativo di renderlo invisibile. Insomma aveva dopato la bici invece che se stessa!

Finalmente gli atleti (atleti?) hanno capito che il doping farmacologico è troppo pericoloso per la loro salute, che è un bene prezioso da conservare, e quindi è meglio investire risorse e fantasia per truccare la bici che quando si rompe la rottami e ne prendi una nuova.
Certo questo getterà nello sconforto e creerà nuova disoccupazione in quei laboratori farmaceutici di mezzo mondo che passano il loro tempo a cercare nuove sostanze dopanti non rilevabili dalle analisi e le loro controparti che invece passano il loro tempo ad inventare analisi in grado di rilevare tutto quello che può sembrare doping.

Ma tant’è: consideriamone il lato positivo. Per una porta che si chiude, si apre un portone.
Certo, perché si aprono nuove ed interessanti prospettive di lavoro per chi ha spirito d’iniziativa imprenditoriale. Anzi si potrebbe dire che si è dato il via ad una nuova branca della tecnica, la Dopitecnologia, cioè la scienza che permette di dopare le macchine senza che sia possibile scoprirlo.
Ora viene il momento di quelle officine che una volta magari truccavano semplicemente i motorini e che ora invece, facendo un notevole salto di qualità, passeranno il loro tempo migliore ad installare dispositivi sempre più potenti e miniaturizzati da nascondere ovunque e le loro corrispettive che invece passeranno il loro tempo ad inventare metodi per scoprire i dispositivi stessi.
Certo ci dispiace per quei tipi di sport che non usano mezzi meccanici da dopare tecnologicamente: dovranno continuare con i farmaci e farsene una ragione. Amen.
Che s’ha da fare pe’ vince!

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