#128 - 11 maggio 2015
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrŕ in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerŕ il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchč ti morde un lupo, pazienza; quel che secca č quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport č l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte č costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista č colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Pagine Preziose

Presentato presso la Fuis - Federazione Unitaria Italiana Scrittori
da Giuseppe Zanzotta e Maria e Rita Parroccini.

Giornalismo e politica Spa

Un sodalizio canaglia

Ugo Degl'Innocenti - Aracne Editore
Prefazione Sergio Rizzo

di Fuis

I giornalisti italiani appaiono spesso come i cantori del potere, gli aedi dei partiti, e quindi poco credibili, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni che di giornali e talk show se ne infischiano. Perché?
La spiegazione deve essere cercata nella storia del giornalismo italiano, da sempre avvinto come un’edera al potere. Da Giuseppe Mazzini a Benito Mussolini, da Eugenio Scalfari ad Augusto Minzolini, passando per Michele Santoro, Lilli Gruber e Giuliano Ferrara, professione giornalistica e carriere politiche spesso s’intrecciano, dando vita a un modello tutto italiano di giornalismo schierato, fatto di colpi bassi, duelli a fil di penna tra giornalisti di opposti schieramenti e di tecniche spietate. Come il “metodo Boffo”, attuato da Vittorio Feltri dalle colonne del Giornale per mettere alla gogna il direttore di Avvenire, reo di aver criticato alcuni comportamenti del Cavaliere.
“Dopo aver letto questo libro c’è da domandarsi se un’informazione tanto dipendente dal potere non abbia qualche responsabilità nella situazione che viviamo”, scrive Rizzo nella prefazione.
E la categoria come reagisce a questa crisi della propria credibilitĂ ? Sembra danzare sul proprio Titanic: mentre cresce il numero di giornalisti, peggiorano le loro condizioni economiche e contrattuali, aumenta disoccupazione e precariato e, secondo gli ultimi dati Inpgi riportati nel libro, diminuiscono le contribuzioni per le pensioni di domani.
Presentato presso la Fuis - Federazione Unitaria Italiana Scrittori da Giuseppe Zanzotta e Maria Rita Parroccini.

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