#370 - 1 gennaio 2026
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video
di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

di Antonio Bruni

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni. Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena.  Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze. Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.
Oggi vi presentiamo, Marta Scelli, che interpreta “Psicologa”. Una psicoterapeuta racconta di un suo episodio di contro-transfer che ha rievocato aspetti della sua adolescenza e il rapporto edipico con il padre. Un conflitto tra desiderio e dovere professionale. La lettura è dell’otto marzo 2011, Festa della Donna, nella Domus Talenti di Roma, per la regia di Idalberto Fei. https://youtu.be/Aa8Nx-_WQO8 https://youtu.be/DRDERjnVcmQ

MI SVELO- SESTO CORO - QUALCOSA SEGNATO IN PROFONDO

Psicologa - n.5
Anche ora incestuoso il pensiero

Psicologo studio richiama
bisogni di spirito in ansia
affianco persone in ricerca
le tecniche in uso son varie
si ascolta si parla si chiede
offerta di specchio al profondo
disposta ad entrar nei disturbi
lavoro mantengo coscienza
ponendomi come strumento
dell'altro interiore mutare
mi accosto ai conflitti che in soma
rivelano in anima croste
la bioenergetica prassi
con mani mi studio applicare
sul corpo sofferto che lagna
tensioni che tirano membra
arriva un paziente trentenne
curato armonioso nei tratti
lamenta di non dare orgasmo
a sua fidanzata in attesa
di nozze e di vita comune
confessa di non combinare
la giusta armonia dei piaceri
rispetto ai doveri di vita
ha indotto la donna abortire
sprovvisto di forza affrontare
la nuova famiglia di fatto
sì debole e vero mi appare
nei modi seduce al consenso
la sua spaccatura interiore
tra testa edonismo e morale
riporta me stessa in conflitto
divisa in ragione e emozioni
lo incontro per ultimo in studio
è freddo l'ambiente son stanca
le spalle comincio a tremare
gli noto le mani nodose
ma con equilibrio di forza
nervose ricordo mio padre
a tavola affianco sedevo
rivedo l'intera figura
e poi le sue mani che amavo
contrasto vivevo con lui
di ruolo ragione volere
rispetto alle mani cambiavo
ambivo toccarle in carezza
avvolte sentirle al mio corpo
ma questo contatto negava
gelosa ero quando già nonno
mio figlio lui tenero in braccio
guidava al disegno e alle cose
è simile il nuovo paziente
che nega al pensiero abbandono
uguale la schiena gli duole
lo faccio sdraiare in tappeto
adagia la nuca alle mani
appena la testa gli muovo
a fletterla indietro resiste
e a dentro il mio grembo adagiarla
comprendo il suo sforzo a fidarsi
da sopra lo leggo contratto
nel rassicurarlo impotente
con tenera cura lo tengo
mi scontro alla storia pregressa
commosso lui piange ma quieto
le braccia solleva ai miei fianchi
rifugio poi cerca nel seno
succede altre volte e l'accolgo
ritorna bambino il paziente
invece ribalto il mio ruolo
son io che pretendo il suo grembo
paterno calore negato
temeva carnale abbandono
sognavo un contatto di corpo
in colpa vissuto in famiglia
anche ora incestuoso il pensiero
al padre paziente mi muove
ma devo inibirlo a me stessa
spontanea vorrei rinfrancarlo
potresti con me liberarti
rispetto alla donna che blocca
censuro la rabbia che sale
desidero abbraccio in offerta
ma devo fermarlo e ne soffro
le mani paterne sognate
vogliose e protese ai miei fianchi
conoscerlo in sesso potente
che mira al traguardo di amplesso
paziente ho in potere e rispetto
non posso il contatto inoltrare.

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