#3456 - 3 febbraio 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Antropocene

Rhamnus alaternus L’Alaterno, conosciuto anche con i nomi di
Ranno lanterno, Linterno, Purrolo o Ilatro
(Rhamnus alaternus L.) è un arbusto della famiglia delle Rhamnaceae.

Rhamnus alaternus

di Guido Bissanti

-Sistematica

Rhamnus alaternus

Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rhamnales, Famiglia Rhamnaceae e quindi al Genere Rhamnus ed alla Specie R. alaternus.

-Etimologia
Il termine Rhamnus proviene dal greco ῥάμνος rhámnos, nome attribuito a diversi arbusti da Teofrasto e altri Autori greci. L’epiteto alaternus viene da alaternus linterno, nome di un arbusto citato da Plinio e utilizzato da Linneo per l’assonanza con alternus alternato, riferimento alla disposizione delle foglie. Secondo altri autori per la somiglianza col prugnolo, chiamato Alaternus da Clusius.

-Distribuzione Geografica ed Habitat
L’alaterno è una specie arbustiva sempreverde tipica della macchia mediterranea e delle garighe delle regioni a clima mediterraneo che cresce dal livello del mare fino ai 700 m di altitudine. Questa pianta è diffusa dalla Spagna alla Crimea, all’Asia Minore e all’Africa settentrionale dove cresce anche in terreni aridi, calcarei e pietrosi.

-Descrizione
Il Rhamnus alaternus è un arbusto che si può sviluppare fino 5 m di altezza. Presenta dei fusti con corteccia di colore rossastro e rami giovani pubescenti; la chioma è compatta e tondeggiante. Le foglie sono alterne, di 2-5 cm, a volte quasi opposte, di forma ovale o lanceolata, di consistenza coriacea, di colore verde lucido nella pagina superiore e verde-giallastre in quella inferiore, con margine intero o debolmente seghettato biancastro, con 4-6 paia di nervature che verso la fine del margine scorrono quasi parallelamente ad esso. I fiori sono dioici piccoli e raccolti in un corto racemo ascellare di colorazione giallo-verdastro, con petali isolati o assenti, stili fessurati in 2-4 parti. L’antesi è nel periodo tra febbraio e aprile. Il frutto, di 4-6 mm, è una drupa obovoidale, di colore rosso-brunastro, nera a maturità che contiene da 2 a 4 semi.

-Coltivazione
Per la coltivazione dell’Alaterno si tenga conto che è una pianta che predilige esposizioni soleggiate e calde, dove si adatta a molti tipi di terreno ma che cresce di frequente in quelli calcarei e sassosi. La pianta resiste bene alla siccità e alla salsedine portata dai venti marini. Per la moltiplicazione si può partire da seme, con semina da effettuare da settembre a ottobre o per talea legnosa, nel periodo di fine gennaio o semilegnosa nel periodo estivo. Per la potatura bisogna intervenire nel periodo primaverile quando la pianta si risveglia dal riposo vegetativo; in questo periodo si potano gli steli più lunghi al fine di favorire l’accestimento basale dei cespugli e l’emissione di nuovi getti laterali. I rami recisi emanano un odore sgradevole e per questo motivo l’alaterno viene chiamato anche legno puzzo. È adattabile anche alla coltivazione in vaso.

Rhamnus alaternus

-Usi e Tradizioni
L’alaterno è una pianta molto simile e che può essere confuso con la Phillyrea latifolia (L.), che porta solitamente foglie opposte, chiamata pure ilatro. Molto simile è anche il Rhamnus alpinus (L.), che è un arbusto che presenta foglie caduche alterne, dalla lamina membranosa, e fiori con 4 petali e 4 sepali, fiorisce a fine primavera. L’alaterno può essere usato, come pianta ornamentale, per formare fitte siepi frangivento in prossimità del mare

In silvicoltura viene utilizzato per rimboschimenti di zone rupestri e aride.
Il legno di questa pianta è molto duro, di colore giallo-brunastro e dal caratteristico odore sgradevole che emana appena tagliato (da cui il nome vernacolare di Legno puzzo); questo viene utilizzato per lavori di tornitura o ebanisteria.

I frutti o bacche, le foglie e i rami, vengono impiegati nell’industria dei coloranti per estrarre i pigmenti verdi-giallastri e i pigmenti-gialli aranciati, noti come verde di vescica. Anticamente si utilizzava per tingere di giallo i tessuti.
L’alaterno svolge, inoltre, un importante ruolo ecologico in quanto i suoi fiori sono melliferi e vengono sfruttati dalle api per la produzione di un miele dal sapore delicato.
I frutti maturi, raccolti in agosto-settembre, fatti essiccare al sole, vengono utilizzati per le loro proprietà lassative e vermifughe.
La presenza di triterpeni, flavonoidi, conferisce a questa pianta proprietà antipertensiva, antiarterosclerotica ed antiossidante. Inoltre, recenti studi oncologici, indicherebbero che gli estratti arricchiti in flavonoidi di radici e foglie di Rhamnus alaternus inibiscono la proliferazione delle cellule atipiche responsabili della leucemia umana.
Un tempo, nella medicina popolare, l’alaterno veniva impiegato nelle affezioni epatiche (mal di fegato e ittero). In Sardegna, anticamente, veniva usato per combattere l’itterizia, o si indossavano delle collane preparate con varie parti della pianta o abiti intrisi con infusi delle foglie, questo perché la pianta era associata al colore giallo, e quindi efficace nella cura dei mali che causano una colorazione giallastra della pelle.
Sempre in Sardegna si usava combattere la stanchezza e la pesantezza dei piedi facendo ricorso ad un pediluvio di Rhamnus alaternus.
In Campania si pianta un Alaterno per ogni neonato che viene alla luce, a seguito della emanazione della Legge Regionale n° 14 del 28/12/1992 della Regione Campania, che ha inserito questa specie nella lista delle specie arboree utili al rimboschimento.

-Modalità di Preparazione
È documentato un uso dell’alaterno, nella medicina popolare di alcuni paesi mediterranei, come galattagogo, lassativo ed ipotensivo. L’effetto lassativo è da ascriversi ai glicosidi antrachinonici presenti nei frutti, e può diventare molto potente se l’uso non è accompagnato da contemporanea assunzione di Altea e Malva (per effetto delle mucillagini che ne mitigano l’effetto per assorbimento).

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.