#342 - 16 dicembre 2023
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Alberi

Il dolce della memoria

Le castagne sono buone

di Roberto Bonsi

Esiste un film di produzione italiana, dell’anno 1970, che ha come titolo, “le castagne sono buone”, del “grande” ed indimenticato regista, il ligure Pietro Germi, e che ha visto tra i suoi protagonisti la brava e bella attrice di origine valtellinese, ma da tempo residente a Roma, che risponde al nome di Stefania Casini, e dell’eterno “golden boy” della musica leggera italiana, l’oggi 79enne Gianni Morandi. La trama del film non entra completamente nel merito di questo gustosissimo frutto, ma noi lo prendiamo in prestito per via della sua titolazione.

Le castagne sono buone

Le castagne sono il frutto di una pianta originaria dell’area mediterranea e possiede un fusto davvero imponente che di solito raggiunge un’altezza di circa 30 metri dal suolo, del quale esistono quattro specie tra Europa, America del Nord, Giappone e Cina. Le castagne sono di fatto un alimento altamente energetico, le cui calorie sono fornite da una tipologia di carboidrati definiti complessi, tra i quali si cela l’amido, seguito da valori proteici di bassa entità, e da pochi livelli lipidici, per loro natura insaturi. E’ davvero magnifico, durante il periodo autunnale, passata la pur comprensibile “sbornia” delle vacanze estive, e in attesa del … “Generale inverno”, attendere al varco la maturazione completa di questo frutto così ottimale per il nostro palato.
Chi ama andare alla ricerca delle castagne, anche solo per farsi un giro fuori porta, si deve necessariamente recare in alta collina e principalmente entro e non oltre i 1200 metri di altitudine.

Le castagne sono buone

La castagna è per così dire “donna”, in quanto oltre la sua fonetica, deriva da due o tre fiori femminili racchiusi dentro una piccola cupola che va poi a trasformarsi in un riccio protettivo. Una semplice ma probabilmente banale ed inveritiera considerazione sulle castagne e sui marroni, dei quali scriveremo più avanti, fa sì che a prima vista, se avvicinate sia le prime che i secondi, hanno pressoché la forma di testicoli; e il loro nome deriverebbe dal verbo “castrare”, perchè sia le prime che i secondi, quando il riccio si apre per estrarne i frutti, pare che ricordi a tutto tondo l’operazione che rammenta quella della castrazione.

Le castagne sono buone

Furono i greci a scoprire per primi i castagni e furono loro unitamente ai fenici ed agli ebrei a diffondere tale albero (n.d.a.: castanicoltura) con i suoi frutti nell'area menzionata e ristretta ai soli paesi del romano “Mare Nostrum” di allora. La coltura massiva del castagno fu introdotta in quella che poi divenne la penisola italiana, dapprima dall'imperatore Carlo Magno e di seguito da Matilde, Signora di Canossa.
Solo dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale, le castagne furono portate dai monti ai vari centri urbani della pianura, per così iniziare la loro vendita ed il loro tradizionale consumo. Il nostro Paese fu per lungo tempo il primo produttore ed esportatore mondiale di castagne, ma a metà del Novecento all’abbandono delle zone rurali per spostarsi nelle città oramai industrializzate e fornitrici di una gran quantità e mole di lavoro, a causa di ciò, la produzione di questo frutto subì un forte rallentamento e non bastò così a coprire del tutto la domanda interna. Anche la “Grande distribuzione” prese possesso di questo frutto trasformandolo in farina e da qui alla realizzazione di torte e di dolci vari, ed altro ancora, per finere, allora come oggi, nel nostro desco.

Le castagne sono buone

Il medico e storico ateniese Senofonte definì nel V°Secolo A.C. il castagno, come l' “albero del pane”, ma è sicuro che tale frutto si trovava anche nelle mense dei cavernicoli di tempi molto, molto lontani rispetto ai nostri. Oltre al suo normale avvicendamento sui tavoli delle nostre cucine, le castagne vengono usate e trasformate anche in simbiosi perfetta con molti cibi, che sono salati di origine.
Quale è la netta differenza tra castagne e marroni? Questi ultimi si ottengono grazie ad innesti sulle piante di “castanea sativa”, cioè appartenenti al castagno selvatico europeo. La differenza tra le castagne e i marroni si evidenzia sul fatto che le prime sono meno saporite ed hanno un tipo di dolcezza appena accennata, mentre i marroni hanno un sapore più deciso e sono più croccanti, e a dir il vero, sono di poco più grandi delle castagne stesse.
Secondo un’ampia rilevazione statistica, le castagne sul suolo italiano che si possono definire le più pregiate, sono quelle di Cuneo IGP, coltivate sin dal XI° secolo. La nota ed apprezzata cantante, attrice, conduttrice televisiva ed ex-politica Iva Zanicchi, emiliana originaria di Ventasso (Ligonchio) ma da tempo residente in Brianza, scrisse nel 2000 un suo libro intitolato: “Polenta di castagne” per i tipi delle Edizioni Mondadori, dove narra della storia della sua vita tra le montagne dell'Appennino reggiano e parimenti delle passate generazioni della sua famiglia, questo sin dall’Ottocento; e nel suo scrivere questo libro di oltre duecento pagine, tra le varie altre cose, elenca la ricetta della pattona, che non è altri che il castagnaccio nella sua toscanissima versione, un piatto povero di quei luoghi; e dove per l’appunto e come si suol dire “osano le aquile”, lei ha avuto questo nomignolo, anche se il motivo era ben altro, lungo tutto il corso della sua ultra sessantennale carriera artistica.

Le castagne sono buone

Tanti sono i libri di ricette, saggi e di narrativa usciti al riguardo delle castagne e dei marroni. Desideriamo segnalare un bel libro di storiografia e di argomentazione tecnico-scientifica, comprensivo di un ricettario ricco di ogni ben di Dio, ed in questo caso non si lesinano dei piatti con la fattiva presenza di questi due frutti, simili e paralleli. Il titolo di questo utile libro, fatica letteraria dello scrittore e giornalista Luca Bonacini, è rappresentativo di un qualcosa che ricorda la francescana memoria ed è una sorta di continuo dualismo tra questi due frutti: ”Sorella Castagna Fratello Marrone" ottima occasione per conoscere le castagne ed i marroni più da vicino addentrandosi nella lettura. Le belle foto sono di Diego Poluzzi, e il libro in questione nato sotto l’importante egida della “Confraternita del Gnocco d’Oro” è edito dalle Edizioni “Artestampa” di Modena. www.edizioni artestampa.com.

Le castagne sono buone

Un Centro di documentazione “Museo del castagno”, si trova all’interno del vecchio Ospedale di San Giacomo di Zocca, sui monti della provincia di Modena. Ah!. A proposito di castagne, se ne trovate una … “matta” tra le foglie ingiallite ormai giunte a terra sappiate bene che non si mangiano... poi dure come sono …!!!. Sono velenose.... piuttosto...mettetele in tasca del cappotto o del K-way, e conservatele, perchè sembra che portino fortuna e tengano lontano dai raffreddori di stagione.
Scrive nel suo brillante "incipit" il Bonacini:”Pochi frutti della terra mi riportano all’infanzia come la castagna. E’ il primo sapore dolce di cui ho memoria …”

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