#334 - 8 luglio 2023
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 1° marzo, quando lascerà il posto al numero 347. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Arte

Il fascino semplice ma irresistibile dei luoghi di Francesco Speranza
Un'originale iniziativa dell'università dell'anziano è stata l'occasione per scoprire
o riscoprire piazze e vicoli di Bitonto, al centro di tanti dipinti del celebre artista

Bitonto - Università degli anziani

Fascino dei luoghi

Di Graziana Regina per "Primo Piano"

Fascino dei luoghi

Cosa s’intende con l’espressione centro storico? L’idea nasce a inizio Ottocento, in piena rivoluzione industriale, quando il tessuto urbano delle città inizia a scavalcare la cinta muraria, nata in epoca medievale, favorendo la creazione di un nuovo nucleo urbano.
Arte, storia, architettura sono gli elementi che caratterizzano il centro storico.
Ma c’è anche un aspetto “sentimentale” che concorre a definirne il concetto: le atmosfere, le emozioni, i ricordi di chi ha trascorso parte della propria vita tra le piazze e le strade di quella particolare porzione di città.

È in questo contesto che s’inserisce l’iniziativa In cammino… con Speranza, coordinata dall’arch. Domenico Fiorello e organizzata dall’Università dell’Anziano di Bitonto, in collaborazione con i gruppi scout. Un’iniziativa, il cui senso più profondo e originale, è stato rinsaldare i legami tra le generazioni, favorendo un proficuo scambio di conoscenze, esperienze e memorie.

Fascino dei luoghi

 -* Piazzetta San Silvestro (1942)*    

Storia e arte sono i pilastri del progetto, che ha coinvolto in maniera differente i gruppi dei partecipanti: da un lato, quanti hanno ascoltato il racconto delle guide e rievocato i momenti del passato vissuti tra i vicoli del centro storico; dall’altro i gruppi scout, lanciatisi alla ricerca dei luoghi in cui Speranza visse e che ripropose in molti dei suoi dipinti.
I luoghi da riscoprire o da scoprire sono stati sei, mentre nel ruolo di guida si sono alternati Chiara Cannito, Nicola Pice, Cecilia Minenna, Mario Sicolo, Pierpaolo Modugno e Marilisa Rienzo. A prendere parte alla passeggiata anche Emmanuele Cazzolla, autore della nuova e documentatissima biografia dedicata a Speranza: Francesco Speranza. Pittore del Novecento.- Inedita la modalità con cui storia, arte ed elementi che richiamano il passato della città si sono combinati: passando tra i vicoli, spesso angusti, del centro storico si giunge alle piazze dipinte da Speranza, dove si ascoltano i commenti delle guide, che introducono la riflessione artistica curata dall’architetto Fiorello.

Francesco Speranza nasce nel 1902 a Bitonto e si dedica sin da subito alla pittura e al disegno, studiando all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. In seguito si trasferìsce a Milano, dove si iscrive all’Accademia di Brera. Nel corso della sua lunga carriera artistica, costellata di premi e riconoscimenti, soggiornando d’estate a Bitonto e a Santo Spirito (dove muore nel 1982) realizza le opere al centro dell’iniziativa promossa dall’Università dell’Anziano.
La passeggiata sulle orme di Speranza ha inizio a partire da largo Gramsci e consente di scoprire le piazze che l’artista iniziò a dipingere a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso. Ripercorrendo i vicoli e gli slarghi rappresentati dal celebre pittore, è possibile notare come egli nelle sue opere prediliga alcune scelte che si ripetono in maniera costante, rendendo la sua produzione unica e facilmente riconoscibile nel panorama artistico. Una di queste caratteristiche è l’adozione di un punto di vista quasi laterale, che consente di dare centralità ai vicoli che si affacciano sulle piazze dipinte. Come possiamo notare nella tela Piazzetta Gramsci (1977), in cui Speranza dando risalto all’edificio centrale della piazza e al palazzo diviso tra via San Rocco e corte Gualtieri da Foggia, pone al centro il vicolo tra i due fabbricati.

Fascino dei luoghi

 -* Paesaggio di Bitonto (1942)*  

Tale peculiarità caratterizza anche altre opere: Piazza degli Infiammati (1940), da cui si intravede in una prospettiva centrale la chiesa di Sant’Eligio, e Gli Stili (1943), dove affianco a Palazzo Albuquerque si apre un altro vicolo. Diversa è la prospettiva che caratterizza le opere Piazzetta San Silvestro (1942) e Paessaggio di Bitonto (1941), in cui l’osservatore ha la sensazione di ammirare la scena dall’alto. Appare vicina a chi guarda mentre passeggia per i vicoli la Casa con pergolato (1969).
Se la prospettiva è un elemento che può dividere tutte queste opere, un elemento che le unisce è la rappresentazione delle piazze e degli scorci in giornate in cui vi è una luce particolare: una luce che è una sapiente miscela dell’azzurro intenso di un sole raggiante e del biancore discreto di una serie di nuvolette. Esattamente lo scenario riscontrato nel corso della passeggiata. I capolavori di Speranza s’impongono all’attenzione di chi li guarda non solo per la limpidezza del colore e l’utilizzo magistrale del contrasto luce-ombra ma anche per il calore, l’intimità, la genuinità dell’atmosfera che esse regalano nella semplice descrizione dell’ordinaria quotidianità.

Fascino dei luoghi

 -* Piazzetta Gramsci (1977)*

Una nota a parte merita la visita al luogo del famoso dipinto Casa con pergolato, avvenuta alla presenza di una guida d’eccezione, Pierpaolo Modugno, che accompagnato dal gruppo folk dell’Antica barberia del corso ha dato vita ad una divertente e coinvolgente performance musicale, degno finale di un’esperienza memorabile.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato.