#122 - 9 marzo 2015
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
letteratura

Iniziativa del Festival di Letteratura di viaggio e della Società Geografica Italiana

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Africa - Italia

Mostra fotografica, multimediale e documentaria

Africa  -   ItaliaAfrica  -   Italia

A Passage to Eritrea - Crossing Ethiopia Today - Libya, the Captain and Me - Somalia, Time Ago sono i quattro capitoli in cui si articola la mostra Africa - Italia in corso al Museo di Roma - Palazzo Braschi fino al 24 marzo.

I viaggi sono passaggi, attraversamenti. Viaggiare ti lascia prima senza parole, poi ti trasforma in un narratore di storie, ha scritto Ibn Battuta. La mostra Africa - Italia mette assieme viaggi diversi, in Afriche un tempo italiane, diventati storie, quadri di vita, frammenti di paesaggio: nella normalità quotidiana dell’Eritrea contemporanea (A Passage to Eritrea), lungo i percorsi degli esploratori e dentro la capitale (Crossing Ethiopia Today), tra le sabbie libiche sulle tracce del proprio nonno (Libya, the Captain and Me), alla conquista e scoperta di terre e genti (Somalia, Time Ago).

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Accanto a fotografie a colori e in bianco e nero (contemporanee e d’epoca), sono esposti materiali provenienti dagli archivi di Società Geografica Italiana (mappe antiche, libri con formule magiche, taccuini di viaggio, dipinti di leoni) ed Eni (foto di ieri e di oggi). Video installazioni di diverse misure e caratteristiche integrano l’allestimento in alcune sale espositive, ospitando materiali eterogenei: video interviste esclusive alle scrittrici italo-somale Ubah Cristina Ali Farah e Igiaba Scego; montaggi di immagini in movimento e di suoni raccolti in viaggi; una raccolta di citazioni sull’Africa di esploratori, scrittori, storici, antropologi.
La mostra, promossa dall’*Assessorato alla Cultura e al Turismo - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale*, è un’iniziativa della Società Geografica Italiana e del Festival della Letteratura di Viaggio*** la cui ottava edizione è in programma dal 24 al 27 settembre 2015 con il consueto calendario di incontri, mostre, spettacoli, laboratori, visite guidate ed eventi collaterali.

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  1. A Passage To Eritrea di Antonio Politano
    Un viaggio tra l’altopiano e il Mar Rosso, dalla capitale Asmara, un unicum nel continente per la concentrazione di architetture d’epoca, a Massaua, la città-porto semidistrutta dai bombardamenti ma che trasuda languore e bellezza anche tra le rovine, fino ad arcipelaghi di corallo fossile, tra treni a vapore, mercati di cammelli e sfilate di moda. Con un’appendice, dolente, di barche abbandonate in un qualche porto del Mediterraneo, su cui migra chi spera.

  2. Crossing Ethiopia A Today Danakil di Andrea Semplici
    Dancalia era una chiazza bianca sulle mappe dell’Africa. La sua esplorazione è stata, in gran parte, una storia italiana. Fu un italiano, Tullio Pastori, giovanissimo, ai primi del ‘900, a spingersi nella Piana del Sale, antico fondo marino. Riuscì a vivere in quel niente e fu amico degli Afar per sei decenni. Alla fine degli anni ’20, furono Raimondo Franchetti e Ludovico Nesbitt, un barone ricchissimo e un ingegnere italo-inglese, a percorrere la Dancalia Pura. Fu un’impresa leggendaria. I due esploratori divennero rivali, scrissero libri, si contesero per anni fama e gloria. Un montaggio di foto di oggi ripercorre i cammini tracciati.

    Across Addis di Alice Falco e Romina Marani
    Dentro e attorno alla capitale, fino ai laghi della Rift Valley. Addis Abeba, città-universo in metamorfosi. Grattacieli e strade di polvere, croci e mezzelune, afro-pop e litanie liturgiche. Un attraversamento nei giorni del Timkat - l’Epifania copta etiope - tra sfilate, preghiere, festeggiamenti.

  3. Libya, The Captain And Me di Francesco Fossa
    Il deserto annulla gli spazi. Così accade che due visioni, lontane nel carattere e distanti nel tempo, possano convivere e correre parallele come nel lavoro fotografico a quattro mani “Libya, the Captain and me (Sulle tracce del Paziente Inglese)”. Le immagini scattate nel 1933 da un giovane ufficiale degli alpini nell’oasi di Cufra e sui contrafforti dell’Auena’t - un triangolo conteso per ragioni strategiche da italiani e inglesi a cavallo di Libia, Egitto e Sudan - scatenano la mia curiosità di nipote: molti anni dopo provo ad andare in quei luoghi per capire di più del nonno che non ho mai conosciuto, ma una tempesta di sabbia mi costringe a ripiegare verso ovest. Mi tuffo in un’altra Libia, un altro deserto, l’Ubari, il Meridhet che si stende lungo il confine algerino. Su fino a Gadames (la città dei Tuareg) e le rovine della romana Sabrata. Saranno due studiosi di esplorazioni nel deserto a ridare slancio a questo progetto.

  4. Somalia, Time Ago
    Il racconto di luoghi, culture, genti, storie è fatto di immagini, testimonianze, oggetti, memorie, voci. Attuali, come quelle di due scrittrici legate alla Somalia: Ubah Cristina Ali Farah, nata a Verona da padre somalo e madre italiana, e Igiaba Scego, nata a Roma da genitori somali. In una doppia Video-intervista parlano di identità, famiglie, migrazioni, diaspore, generazioni, meticciato, architetture, romanzi.
    Nei suoi archivi, la Società Geografica Italiana Onlus - fondata nel 1867 con l’obiettivo di promuovere cultura, conoscenze geografiche ed esplorazione - custodisce una biblioteca di oltre 400 mila volumi, una cartoteca di 150 mila pezzi, una fototeca di 300 mila immagini. La Somalia è presente in alcune serie iconografiche: la collezione Filonardi documenta la Somalia del 1891; le fotografie di Lugh, emporio commerciale sul Giuba, realizzate da Carlo Citerni e Ugo Ferrandi durante la seconda spedizione Bottego del 1895-1897; la missione Stefanini-Puccioni del 1924. Inoltre, duemila scatti (negativi, positivi e negativi stereoscopici) documentano i vagabondaggi di Giotto Dainelli nell’Africa Orientale tra la fine del 1938 e la tarda primavera dell’anno successivo in occasione della Missione Geologica dell’AGIP in Somalia. Accanto ai racconti per immagini e parole, numerosi documenti cartografici descrivono la geografia di quei territori, acquisita nel corso dei secoli e trasmessa attraverso i taccuini e le mappe degli antichi esploratori.

                     Ufficio Stampa     silvia@barbarotta.it

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APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -