#323 - 4 febbraio 2023
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
curiosità

Maschera, sinonimo del Carnevale, ma non solo

Giu' la maschera

Prima puntata

di Roberto Bonsi

La maschera è un oggetto perlopiù composto da varie forme, colori e materiali, che normalmente una persona pone sul suo volto.

Nel corso della cosiddetta ... "storia del mondo" sono numerose le maschere passate davanti agli occhi e sui visi dei nostri avi e su quelli nostri, e sarà così in futuro anche per i posteri.

Giu' la maschera

Il suo specifico uso serve a rendere impossibile o quasi, un' eventuale e subitanea identificazione delle persone che la indossano per i piu svariati usi e motivi, e quindi occorre anche per avere degli elementi di protezione di varia natura, e può essere una forma di travestimento per predisporsi ad un intrattenimento nelle diverse attività nel settore dello spettacolo, e cosi via ...

È stata usata ed ancora oggi per certi versi viene riconsiderata, per dei rituali di natura pseudo mistica e non solo.
Nell'antichità veniva spesso posta per coprire labbra, naso e occhi di uomini, per una sorta di fase comunicante con le numerose Divinità delle varie epoche trascorse. Serviva anche per attuare delle pratiche funerarie, e cosi rimase anche fortemente legata al concetto di morte.
Molto incerta è la sua origine etimologica, e secondo un'ipotesi primordiale parrebbe essere il presunto termine di una lingua preindoeuropea, e potrebbe indicare la parola: "Masca", il cui significato sarebbe: "fuliggine" oppure "fantasma nero", ma deriverebbe, questo secondo alcuni studi effettuati in tale merito, dalla parola: "Strega", questo però nella lingua tardo latina e in alcuni idiomi nel Medioevo.
Potrebbe avere un'origine franco-provenzale o longobarda: "Masc", "Stregone" o diversamente: "Larva" o "camuffamento", cioè praticamente da incutere paura. Altri studiosi a loro volta, hanno ventilato l'ipotesi che questo termine fosse influenzato anche da una precisa locuzione araba, cioè da: "Maschara", ovvero: buffonata, burla, scherzo, derisione, satira.
Il dizionario etimologico: "Battisti-Alessio" la definisce una parola pregallica, riferendosi a "Baska", dal quale si ha il termine francese: "Rabacher" (n.d.a.: fare fracasso).

Ai giorni nostri, la maschera la indossano il medico chirurgo e l'operatore sanitario, e la stessa viene indossata da chi lavora tra sostanze inquinanti, poi c'è quella subacquea per gli amanti dello "snorkelling", e si usa la maschera anche per recarsi nelle grandi altezze montagnose dove l'aria si presenta rarefatta. Vi sono le maschere per l'ossigenoterapia, e quelle filtranti, verso le quali faremo poi un accenno a parte.
Al di là della serietà del loro diversificato e specifico uso vi sono pure quelle da indossare durante il periodo di Carnevale, per così vivere pienamente il concetto di baldoria. Sono tanti gli aspetti che girano attorno, e dentro e fuori le maschere, che chi scrive potrebbe farne un libro, un saggio vero e proprio. Chissa mai ...?. Un tempo non lontano se si entrava nel buio di un cinema a film appena iniziato, c'erano un uomo o una donna definiti "maschere" che con il supporto del fascio luminoso di una pila, aiutavano lo spettatore o la spettatrice a trovare il posto ove sedersi, e così gustarsi in santa pace la pellicola, salvo poi trovarsi dietro ad una testa cotonata oppure dietro ad una persona fastidiosa per via del suo continuo muoversi, ma questa è un'altra cosa. Ora le cosiddette "maschere" sono quasi sparite dai cinematografi, oppure svolgono altre altre funzioni, ma sono rimaste comunque quelle che hanno questo importante lavoro nei teatri di posa.

A proposito delle su citate maschere di Carnevale, ben si sa che ogni città qui in Italia e ovunque nel mondo, vi sono in piena allegria delle maschere che per tipologia ed intenti vari, rappresentano ad uno ad uno quei luoghi. Stupende sono ad esempio, quelle indossate in occasione del "Carnevale di Venezia, quelle del Carnevale di Cento in provincia di Ferrara, quelle di Putignano nel barese, quelle di Viareggio in Versilia e quelle di Ivrea in Piemonte. In questo contesto è come essere al ... cospetto di una ... "matrioska", cioè descrivere ma anche vivere storie su storie che si collegano l'una con l'altra. Essendo in tempo di carnevale, ci fermiamo qui. Nei prossimi numeri continueremo a parlare in generale della “maschera” (continua).

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