#319 - 3 dicembre 2022
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Diario

Il Diario "Conoscenda" '22 ideato per insegnanti e studenti
è dedicato all' Ariosto con l' Orlando Furioso e ad altri canti

I capricci della fortuna

Conoscenda 2022 - 12

Interventi di Francesco Sinopoli - Ermanno Detti - Francesca Baldini

Illustrazioni di Alberto Ruggieri

Lo spazio “orizzontale”, in cui si muovono le creature ariostesche, è labirintico.
In esso le sorti sono dominate dai capricci della Fortuna, che condiziona gli individui.
Siamo insomma lontani sia dall’ideale quattrocentesco di dignità,
sia da quello di libertà, rappresentato dalla “virtù” machiavelliana.
La selva, in cui i cavalieri “erranti” muovono le loro inchieste, costituisce così
la metafora di un mondo caotico, im¬possibile da padroneggiare.

Conoscenda 2022  -  12Conoscenda 2022  -  12

Oh troppo cara, oh troppo escelsa preda
per sì barbare genti e sì villane!
O Fortuna crudel, chi fia ch’il creda,
che tanta forza hai ne le cose umane,
che per cibo d’un mostro tu conceda
la gran beltà, ch’in India il re Agricane
fece venir da le caucasee porte
con mezza Scizia a guadagnar la morte?
La gran beltà, che fu da Sacripante
posta inanzi al suo onore e al suo bel regno;
la gran beltà, ch’al gran signor d’Anglante
macchiò la chiara fama e l’alto ingegno;
la gran beltà che fe’ tutto Levante
sottosopra voltarsi e stare al segno,
ora non ha (così è rimasa sola)
chi le dia aiuto pur d’una parola.

Orlando Furioso, VIII, 62-63

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