#311 - 16 luglio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascerà  il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cultura e Società

Non la forza, ma l’amore

Se la guerra...

di Amanzio Possenti

Se la guerra è una terribile jattura dalla quale possono scaturire abissali conseguenze a livello mondiale con una realtà generalizzata di sofferenze – e finora restano purtroppo inascoltate le incessanti esortazioni a ’fermarsi’ invocate ogni giorno da papa Francesco – ci si chiede verso dove l’umanità – con i suoi governi e le connesse scelte politiche spesso di taglio barbaro, aggressivo e prepotente - intenda camminare.
Sicuramente la volontà di potenza e di dominio diventa la protagonista negativa in assoluto, tuttavia c’è chi cerca di contrastare - pur con grosse e oggettive difficoltà – l’urlo feroce della violenza e della rabbia delle armi.

Se la guerra...

Il mondo vive come spesso è accaduto – l’Europa non può dimenticare le abiezioni dell’ultimo conflitto - in balìa di disequilibri fra pace e guerra, giacchè il valore della forza imposta è un mito purtroppo frequentato.
L’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, che perpetua da mesi l’orrore e la crudeltà di morte e distruzione, nonché la costante quanto tragica e insopportabile ‘motivazione’ -’operazione speciale militare’ per eliminare un inesistente (e inventato) ‘nazismo ucraino ‘ma di fatto aperta volontà di annessione e di cancellazione di una identità non allineata al potere del novello zar di Mosca - manifestano quanto l’umanità soggiaccia alla brutalità di chi ‘vuole’ dimostrarsi il più forte mentre attorno c’è desiderio e attesa di pace. E così il mondo precipita in un baratro dalle imprevedibili, ma temutissime, conseguenze (uso di armi atomiche).

Se la guerra...

Se questa è la rovente situazione in essere, seguita con trepidazione profonda e se ogni attimo si costella di forza dirompente e distruttiva non solo di uomini e cose bensì di valori di civiltà e di convivenza, pur fra posizioni di contrasto su modalità di ricerca della pace ( e in primo luogo della tregua), quale civiltà ci apprestiamo a prefigurare e a proporre? Fondata sulla anarchia del più prepotente oppure ricercata, sostenuta e condivisa (anche a fatica) su ambiti dove la concordia è la stella polare? Dal tipo di risposta deriverà il futuro di una Pace che sia momento fraterno, ininterrotto, carico di bellezza.
La scelta cristiana di amore e di misericordia è strada dal risultato certo. Percorrerla con decisione e persuasione, senza infingimenti internazionali ed avendo come obiettivo la sicurezza globale e territoriale, può creare il clima giusto, e non idealistico-utopico, nel quale vivere e progredire in armonia. Insieme.

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