#307 - 21 maggio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
archeologia industriale

Mulino del Cantaro

Di Laura e Loredana Fasciolo

Dal 2015, dopo più di 50 anni di inattività, ha ripreso a funzionare lo storico “Molino del Càntaro”.

In passato - almeno dal XV secolo - l’acqua del rio Càntaro è stata la principale risorsa idrica della città di Rieti, un’importante riserva di acqua potabile che, insieme ad altri corsi d’acqua, tra cui il fiume Velino, alimentava mulini e frantoi in tutto il territorio reatino.

La documentazione dell’Archivio di Stato del capoluogo sabino testimonia che la struttura originaria del Molino risale al secolo XI, e che fu successivamente inglobata in una villa settecentesca “Villa Mari”, dal nome della famiglia che nel 1915 ne rilevò l’intero complesso.

Mulino del Cantaro

Nell’attuale Molino, situato in corrispondenza della sorgente del rio Càntaro - tenuto in funzione da Domenico Mari e da Maria Borriello - anche il prezioso grano “Rieti 1” viene macinato a pietra come una volta, secondo i princìpi dell’agricoltura biologica. Princìpi e metodi che vengono illustrati durante i laboratori dedicati alle scuole e ai cittadini interessati.
I processi di macinatura e i macchinari presenti nella struttura, alcuni dei quali risalenti agli anni Trenta, sono parte importante della storia industriale italiana.

Mulino del Cantaro

Il Mulino, il Rio e il territorio circostante di “Villa Mari” - al cui destino siamo particolarmente legate, noi che lì, negli anni ’50 siamo nate e vi abbiamo trascorso l’infanzia - stanno rischiando di essere sopraffatti dalle scellerate politiche urbanistiche locali degli ultimi decenni che già hanno in gran parte interrato il rio Càntaro per rendere edificabile il territorio dove ora scorre.

Mulino del Cantaro

Una scritta sovrasta l’ingresso principale della settecentesca “Villa Mari” che sembra voler ricordarci che è rimasto poco tempo per salvare, dal piano urbanistico del Comune, questo prezioso patrimonio storico e naturalistico della Sabina:
Pensa che questo dì mai non raggiorna. (La Divina Commedia, canto XII Purgatorio (vv. 82-84).

Mulino del Cantaro

                              molinodelcantaro@tiscali.it
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