#292 - 25 settembre 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Pagine Preziose

Renzo Giacopini è già noto ai lettori come autore di libri dedicati al capolavoro di Dante, con i suoi libri
si inserisce a buon diritto nella variegata offerta editoriale che da alcuni mesi è presente nelle librerie
sulla vita e le opere del nostro Sommo Poeta per le celebrazioni a settecento anni dalla sua morte.

Io e Dante

di Renzo Giacopini - Casa Editrice Mazziana

Renzo Giacopini, ormai libero cittadino del mondo, riprende la lettura della “Commedia” e dà vita ad alcuni libri unici per lo stile e per il contenuto, “Tutte le donne della Commedia”, “Le preghiere della Commedia” e ora questo lungo racconto autobiografico, “Io e Dante”. È una sorpresa molto piacevole, una scommessa letteraria che pone Giacopini sulla soglia degli scrittori emergenti.

Le vicende della sua vita, dall’infanzia felice e spensierata passata a Pescantina fino agli anni goliardici dell’Università a Padova, vengono presentate precedute o seguite dalle terzine dantesche che sono sempre appropriate alle vicende alle quali fanno da cornice. Per Renzo Giacopini Dante è il proprio alter ego che mette in mostra la sua fine ironia su tanti personaggi che hanno attraversato le sue vicende, ricavandone a volte maschere della commedia italiana, con il garbo e la leggerezza che contraddistinguono il suo racconto.

Lo stile della sua scrittura è unico perché richiama alla mente il Guareschi di “Mondo Piccolo” e il Flaiano del “Diario degli errori”, ed invece è lui ad aver dato la sua connotazione a un periodare che sembra lontano dalle ricercatezze letterarie ma che, invece, è volontariamente colloquiale. Ed è così che il racconto si fa amichevole, malinconico o ironico e laddove magari altri scrittori sarebbero melodrammatici Giacopini riesce a trasmettere una grande emozione, con la stoicità del proprio sentimento, come nel Commiato finale dedicato alla moglie.

Io e Dante

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