#290 - 17 luglio 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Pagine Preziose

Nel 700° anniversario della morte di Dante

La storia secondo Dante

Re, imperatori, papi, vescovi, capi di fazioni politiche e di ordini religiosi...

Dante pronuncia il suo giudizio su di loro.

Di Renzo Giacopini

Mazziana Editore

Nella Commedia Dante incontra re, imperatori, papi, vescovi, capi di fazioni politiche e di ordini religiosi che, nel bene e nel male, ritiene responsabili del suo tempo, uno fra i più tribolati della nostra storia: destinandoli all'inferno, al purgatorio o al paradiso pronuncia il suo giudizio su di loro.

Ne raccoglie però le confessioni, ricerca i motivi profondi del loro operato, arricchisce il racconto di particolari noti o sconosciuti. Come «ghibellin fuggiasco», è coinvolto in questa storia e la racconta dal suo punto di vista. Leggere la Commedia come opera di uno storico di parte può essere allora un itinerario intrigante.

Perché soffermarsi sulla storia presente nella Commedia? Perché il Poema di Dante è intessuto con la storia del suo tempo, è una catarsi che il Poeta effettua, visitando i tre regni ultraterreni, per discernere cause ed effetti di tante guerre tra le varie città della sua epoca, nonché del come e del perché siano sorte tante lotte intestine come quelle di Firenze che furono la causa principale del suo esilio e del suo conseguente peregrinare per l’Italia in una posizione quanto mai precaria, mendicando protezione e sostentamento.

Come gli viene profetizzato dall’avo Cacciaguida nel XVII Canto del Paradiso:

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

È proprio questo suo destino di esiliato che rode Dante, che provoca i suoi strali contro Firenze e i suoi concittadini, contro la Chiesa meretrice che invece di sedare le lotte fratricide assecondò una parte contro l’altra causando morti, esili come il suo e soprattutto tanto dolore.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che Dante è un uomo soggetto a sentimenti e passioni, per cui i suoi giudizi sugli avvenimenti e sui personaggi che costellano il suo viaggio sono improntati dalla sua esperienza di vita, per cui a volte possono sembrare troppo drastici, secondo una visione del bianco e nero, senza una possibile zona grigia del dubbio o del giudizio sospeso; ma al tempo stesso il Poema ci rimanda l’immagine di un uomo la cui dirittura morale è superiore a tutto il brulicare delle cause e degli effetti contingenti e questo ce ne fa comprendere, umanamente, la ragione.

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