#289 - 3 luglio 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
comunicazione

Di ogni giorno, il quotidiano

di Roberto Bonsi

Secondo il vocabolario Treccani, quotidiano, significa: di ogni giorno, e viene dal latino: quotidianus, cotidianus, e a sua volta deriva da: quotidie, cotidie, cioe: “Ogni giorno”, che si attua, che si svolge, che ricorre, che avviene tutti i giorni, ed un suo sinonimo è: giornaliero, e così via … A noi, però interessa fare il punto sul quotidiano inteso come carta stampata, sul giornale che esce ogni giorno e che per questo motivo da tempo immemorabile ha assunta tale definizione. Plinio il Vecchio ebbe a dire: -“Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”- , e noi per l’appunto ci proviamo. Scrivere è fatica, ci vuole un certo impegno, scrivere è ricerca, e bisogna “nutrirsi” di altri scritti, di coloro che ci hanno preceduto, scrivere è una forma di pur creativa solitudine.-“ E’ bello scrivere”-.

Di ogni giorno, il quotidianoDi ogni giorno, il quotidiano

Il quotidiano entra nelle case dopo averlo acquistato nelle edicole, che purtroppo in questo momento storico cosi in affanno per tanti, troppi motivi, stanno subendo un duro periodo di stanca, e le stesse di fatto stanno pressoché scomparendo, anche se per fortuna stiamo anche assistendo ad un loro lieve “rialzar la testa”, seppur ancora tra mille difficoltà.
Negli anni addietro, c’era il quotidiano: “L’Unità” fondato nel lontano 1924 dal politico di estrazione comunista, Antonio Gramsci (n.d.a.:Ne divenne anche il Segretario politico), e questo quotidiano veniva portato direttamente nelle case dei suoi iscritti da volontari del partito, e parallelamente lo si trovava nelle varie sezioni del partito stesso e nelle edicole.
Il quotidiano: “Avvenire” , giornale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) , a Suo tempo fortemente voluto dal Papa San Paolo VI°, oltre che in edicola, lo si trova ancor oggi nelle parrocchie o meglio negli ingressi delle chiese.. Ecco, alla menzione di questo giornale “paladino” del Cattolicesimo nostrano, si intravede nello stesso una concezione stilistica di natura quasi “anglosassone”, così come un vero quotidiano dovrebbe essere, cioè titolare la notizia ed esporre una breve nota descrittiva, anche se di fatto non è quasi più cosi, e nemmeno più per questo quotidiano appena citato.

La stampa si definisce libera ma ha comunque dei padroni, che sono gli editori.
Allora, che cosa è il Quotidiano?. E’ una pubblicazione redatta in ogni tarda serata od anche nottata, per poi farla uscire dalle rotative alle prime luci dell’alba per il tramite dei distributori. Esce solitamente con sette edizioni giornaliere, spesso accompagnate da inserti, “magazine” e fascicoli vari. Questi ultimi possono uscire a scadenza fissa e con una loro ben distinta periodicità. Ben sappiamo che insieme alla radio ed alla televisione nonché al web o meglio ad Internet, sono tra i maggiori strumenti atti a definire una specifica informazione.
Con l’avvento di Internet, si dice ormai che la carta stampata sia nel suo “Sunset Boulevard” (n.d.a.: Viale del tramonto), anche se personalmente non crediamo a ciò, visto che anche il libro cartaceo resiste su tutta la linea nel confronto-scontro con l’E-book.

I quotidiani sono solitamente stampati con carta di bassa qualità e con l’uso dell’inchiostro, sono come si sa in B/N ma dagli anni’90 si possono vedere e leggere anche a colori, Oggigiorno i quotidiani, sono diffusi per via elettronica, questo naturalmente per stare al passo con i tempi e per … “catturare” nuovi lettori e lettrici. Facendo un notevole passo indietro, andiamo nel XVII secolo, e si rileva che stando alle fonti emerse, nel 1650 in quel di Lipsia in Germania, quella che nei trascorsi anni della “Guerra fredda” appartenne al territorio della Germania dell’Est, fu fondato il primo quotidiano in assoluto, e vi scriviamo dell’ “Einkommende Zeitungen”. Chi ebbe l’iniziativa fu il libraio Timothaus Ritzsch. Dapprima fece delle uscite settimanali per poi nel 1660 passare ad avere un riscontro quotidiano. I suoi principali lettori erano perlopiù appartenenti alle classi sociali maggiormente abbienti. Cronaca locale, sintesi economiche e politica estera ed interna, formavano le parti salienti di quel giornale.

Di ogni giorno, il quotidianoDi ogni giorno, il quotidiano

Nella nostra penisola, che ancora non si chiamava Italia, il primo giornale a vedere la luce fu la “Gazzetta di Mantova”. Anch’esso nacque con cadenza settimanale diventando poi nel 1866 un quotidiano . A Torino nel 1894 nacque “La Stampa” che ancor prima si intitolava: “La Gazzetta Piemontese”.
La diffusione dei giornali quotidiani è nazionale, locale, “free-pass” e “online”.
A Roma, l’antica “ Urbe” capitolina, i nostri progenitori facevano pubblicare ogni giorno gli “Acta Diurna Populi Romani”, una sorte di raccolte di Atti puramente di natura governativa, ed un insieme di notizie di cronaca accadute entro le mura cittadine.
Per quanto riguarda il Continente che ci ospita, e tornando nella nostra penisola, in quel della nostra stupenda e “bistrattata” Venezia, fu fatto uscire redatto a mano un foglio notizie con resoconti governativi ed era con uscita solo mensile, e tale foglio in seno alla Repubblica di Venezia costava due soldi, pagabile con una moneta chiamata: “Gaxeta”, e da qui in seguito nel corso degli anni fu coniato il termine ancor oggi in uso, appunto la “Gazzetta”.
Ai giorni nostri il quotidiano più diffuso al mondo è: “Metro”, un “free-pass” distribuito in molti Paesi d’Europa, del mondo ed anche in Italia, dove ha raggiunto oltre 7 milioni di copie.

I primi che in epoca medioevale scrissero a mano furono gli amanuensi, ma nel corso della storia si va ancora di più indietro in tal senso, ma questo non è al momento di nostro preciso interesse. Napoleone Bonaparte, imperatore dei francesi ebbe a dire: -”C’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette”- Lo scrittore Marcel Proust, scrisse: -“Quel che rimprovero ai giornali è di farci prestare attenzione ogni giorno a cose insignificanti, mentre leggiamo tre o quattro volte nella vita i libri dove ci sono le cose essenziali”-. Il giornalista, scrittore e politico Luigi Pintor: -A mezzogiorno, col giornale si possono avvolgere le patate”-. –“Un buon giornale, suppongo è una nazione che parla a se stessa”- parola di Arthur Miller, grande scrittore e drammaturgo statunitense che fu anche sposato all’attrice cinematografica Marilyn Monroe, un “Mito” dei nostri tempi e di sempre, e quanti quotidiani e non, ancor oggi, scrivono di lei!

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