#287 - 5 giugno 2021
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Sicilia in bicicletta

Viaggio alla scoperta di Bronte e del Parco dell’Etna

Ci sono luoghi nel mondo naturale potenti ed emozionanti e l’Etna è sicuramente uno di questi. Un vulcano vivo, spettacolare, in grado di meravigliare chi si trova al suo cospetto. Accanto al maestoso Mongibello (è l’altro nome dell’Etna, lo sapevate?) una cittadina celebre per i suoi sapori e per i suoi colori, Bronte, il punto di partenza ideale per un viaggio in bicicletta alla scoperta della Sicilia orientale.

Sicilia in bicicletta

La base di questo itinerario è l’Hotel Fucina di Vulcano, un nome estremamente evocativo per un’oasi verde alle pendici dell’Etna.

I luoghi: Bronte e il Parco dell’Etna

La città di Bronte, celebre per i suoi pistacchi dal colore e dal sapore inconfondibili, si trova in un territorio naturalistico privilegiato. Da un lato il Parco dell’Etna dominato dal vulcano, dall’altro il Parco dei Nebrodi.
È una città amena ricca di storia e cultura. È il luogo dove giunse Nelson, il grande nemico di Napoleone, fatto Duca dal re Ferdinando I, ricevette anche terreni ed edifici, tra cui il celebre Castello e la Chiesa di Santa Maria.

Il Castello dei Nelson, noto anche come Ducea, fu fondato dalla regina Margherita di Navarra nel XII secolo come abbazia benedettina dedicata alla Madonna. Attenzione, la residenza sarebbe di norma visitabile, ma da qualche tempo è chiusa per restauri. La si intravede attraverso gli alberi del suo parco lussureggiante.

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Il centro di Bronte è caratterizzato da strade sinuose, lastricate di basole squadrate in pietra lavica, numerose chiese e sacre tradizioni. Nella centrale Piazza Spedalieri si trova il Real Collegio Capizzi, voluto nel XVIII secolo dal sacerdote Eustachio Capizzi per combattere l’analfabetismo e che ospita la Biblioteca Borbonica. Una città artistica e creativa, da esplorare con calma per assaporarne il gusto dolcemente siciliano.

Il Parco

Una vasta area ricca di boschi e sentieri da percorrere. Paesaggi unici e irripetibili. Centri storici caratteristici e prodotti celebri in tutto il mondo. Questo è il Parco dell’Etna, un magnifico territorio che vuole tutelare la natura possente che lo abita. Un parco che custodisce anche tesori enogastronomici, tra cui i vigneti di Nerello che danno vita ai rossi dell’Etna, i pistacchi di Bronte, le fragole di Maletto e varie qualità di pere e pesche, come la tabacchiera, detta anche saturnina.

L’Etna è un universo a sé stante per il mondo della bici ed è un paradiso per chi ama la mountain bike. Il circuito della Pista Altomontana, con i suoi numerosi rifugi in pietra lavica che attraversano un paesaggio lunare è uno dei più noti. Ma ci sono molte possibilità per chi cerca avventure in bici e MTB.

Itinerario per MTB enduro

Sicilia in bicicletta

Partiamo con un itinerario tosto, per esperti di MTB con un ottimo allenamento. Le pendenze sono importanti e in alcuni tratti potreste dover spingere la bici.
Lunghezza: 36,1 km | salita: 930 m | discesa: 930 m | altezza massima: 1.700 m | altezza minima: 860 m

Si parte dall’Hotel ben rifocillati e si percorre un tratto di Strada Statale Occidentale Etnea SS 284. Arrivati in Contrada Fontana Murata si lascia la strada asfaltata per una strada lastricata. Fontana Murata è un antico abbeveratoio per il bestiame che, si narra, fu edificato per volere del Principe Spadafora di Maletto. Nella tratta successiva, lungo il Sentiero La Nave si attraversa il Bosco omonimo. Entrambi devono il nome al monte che lo sovrasta: il Monte La Nave, in siciliano ”a navi di Brunti” (la nave di Bronte) per via della sua caratteristica forma che ricorda una nave. Si può intraprendere la salita alla cima oppure proseguire direttamente fino ad incrociare la Pista Altamontana. Si procede poi in direzione sud fino alla Colata Lavica del 1832 e poi si svolta sul Sentiero Monte Egitto.
Se avete tempo ed energia (la salita è impegnativa), potete salire anche sul Monte Maletto (1773 m) dove potrete ammirare uno spettacolare panorama sull’Etna.

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Raggiunte le pendici del Monte Egitto si resta sul sentiero fino al bivio con il Sentiero Monte Lepre, direzione nord-ovest e in discesa. Oltrepassata la lava del 1764 si prosegue fino a imboccare il Sentiero del Monte Ruvolo, sempre in discesa, su terreni non asfaltati. Arrivati al Piano delle Ginestre avremo percorso circa 25 chilomPiano Cisterna e Piano dei Grilli, dichiarato Sito di Importanza Comunitaria e Zona a Protezione Speciale per l’interesse naturalistico e peculiarità uniche come il suggestivo e ampio bosco di ginestre.

Se volete sgranchirvi le gambe, fate una sosta per visitare la Grotta della Neve. È una grotta caratteristica per la volta ad arco (parzialmente crollata) in pietra lavica, usata per proteggere a lungo la neve accumulata all’interno.
Appena dopo Piano Cisterna si torna sull’asfalto e si rientra a Bronte per riposarsi in hotel.
Un consiglio: per affrontare le escursioni in MTB nel Parco dell’Etna è meglio affidarsi a guide esperte.

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Un altro possibile tour è un itinerario prevalentemente su asfalto, adatto chi ha un buon allenamento ma più accessibile. Una e-bike, ad esempio, può essere una soluzione per chi è meno allenato.
Lunghezza: 45,4 km | salita: 780 m | discesa: 780 m | altezza massima: 1.150 m | altezza minima: 580 m
Dopo una colazione energetica, partiamo dall’Hotel Fucina di Vulcano in direzione Bronte percorrendo la Strada Statale Occidentale Etnea SS 284. Attraversata la città ci dirigiamo verso ovest lungo la provinciale 87 in direzione della frazione di Maniace.
Maniace , tra i 700 e gli 800 m.s.l.m. ospita il castello di Nelson.
Apriamo una parentesi. Se siete appassionati di escursioni, sappiate che qui potete percorrere il Sentiero delle Sorgenti, 18 km immersi in una fitta vegetazione. Si parte nella contrada Petrosino e si sale fino alla località Serra Spina (m 1558 s.l.m.) tra numerose sorgenti dai nomi suggestivi. Da qui la strada scende verso valle, passando dalla Sorgente del Medico, chiamata così per le leggendarie proprietà terapeutiche. Sul percorso, prima di rientrare, si incontreranno altre incantevoli sorgenti

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Chiusa parentesi e torniamo in sella. Lasciata Maniace prendiamo la Strada Statale 120 dell’Etna e delle Madonie e, in un saliscendi tra i 600 e gli 800 m.s.l.m. , raggiungiamo Randazzo.
Randazzo è un borgo medievale di origini antichissime risalenti probabilmente al VI secolo a.C. che sorge al centro di tre aree protette: il Parco dell’Etna, il Parco dei Nebrodi, e il Parco Fluviale dell’Alcantara. Imperdibili le sue basiliche, la via degli Archi e il Chiostro Comunale. A soli 35 chilometri si staglia Taormina.

Usciti da Randazzo, si riprende brevemente la Statale 284 e poi la Strada Provinciale Etna Settentrionale (o Quota Mille) per tornare verso Bronte. Qui si comincia a salire in pieno Parco dell’Etna, fino a superare i 1150 m all’altezza del Rifugio Giusa. Si toccano pendenze del 22%, perciò occhio alla gamba!
Si scavalla poco dopo il Rifugio e si comincia lentamente a scendere. È una discesa graduale, intervallata da alcuni brevi tratti di salita, che si ricongiunge alla Statale 284. Sulla statale si percorrono gli ultimi cinque chilometri prima di rientrare all’Hotel Fucina di Vulcano.

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