#266 - 27 giugno 2020
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Avventura

il cielo, le stelle, la luna ..... il recupero

di memorie riannodate in tempo di covid

Un romano sulla luna

Michael Collins, eroe dimenticato?

di Roberto Bonsi

In tutti questi lunghi anni "targati" 2000, sono più di uno gli astronauti italiani che appartenenti alle Agenzie Spaziali italiana ed europea, hanno saputo dar lustro a questo nostro beneamato Paese.
I loro nomi li conosciamo quasi a memoria, ma per dovere di cronaca li riproponiamoù... e non possiamo non pensare a tutte le loro avvincenti storie "supergallatiche "; sono, i milanesi Paolo Nespoli e Samantha Cristoforetti, che resta fino ad ora l'unica donna italiana ad aver preso parte a delle missioni spaziali. Poi di seguito, Franco Malerba, di Busalla, cittadina posta alle porte di Genova, il viterbese Luca Vittori, il catanese Luca Parmitano, di Paternò, Maurizio Cheli di Zocca in provincia di Modena (n.d.a.: il paese natale dell'osannato"rocker" Vasco Rossi che fa volare alle stelle l'entusiasmo dei giovani), ed infine il cosmonauta Umberto Guidoni, che è nato in quel di Roma.

Un romano sulla lunaUn romano sulla luna

A proposito dell'"Urbe capitolina", forse qualcuno ancora si ricorda che é tutt'ora vivente un "grande" uomo dello spazio, che gode di una prerogativa che ci riguarda da vicino: Michael Collins, un vero "pioniere" nel suo genere, in quanto nell'ormai lontanissimo e mitico giorno del 19 luglio 1969 (oltre cinquanta anni fa), fece parte del "magnifico terzetto" che per la prima volta nella storia dell'uomo arrivò sulla Luna.
Collins, astronauta americano-statunitense é nato però a Roma. Suo padre era un generale dell'esercito, allora di stanza presso l'ambasciata americana in Via Vittorio Veneto, e Michael con i suoi familiari abito' nell'appartamento di un vecchio palazzo situato in Via Tevere 16 nel quartiere: Trieste-Salario, a pochi passi dai giardini di Villa Borghese ed a quelli del Pincio, quindi nel pieno centro della nostra capitale.
Collins si avvia ai giorni nostri a compiere i 90 anni di età e vive sempre negli "States" godendosi la sua meritata pensione. Sul muro di quello stabile, a tutt'oggi è posata e ancora ben salda, una targa marmorea ricorda ai passanti la sua trascorsa presenza in quel condominio. La targa in questione, lì posta dall'Amministrazione comunale, così recita: -"In questa casa nacque il 31 ottobre 1930 Michael Collins intrepido astronauta della missione Apollo 11 primo uomo sulla Luna - Roma fiera di questo suo figlio pose a ricordo perenne".

Un romano sulla lunaUn romano sulla luna

Negli Stati Uniti d'America Collins studiò è si laureò presso la prestigiosa Accademia militare di West-Point, e di seguito si arruolo nell'Aeronautica militare in qualità di ufficiale collaudatore. Prima di arrivare a compiere la sua basilare e storica esperienza con l' "apollo 11", fu lanciato nello spazio siderale nel contesto del programma: "Gemini 10", quindi fu messo al comando del "Modulo Columbia" che lui stesso guidò fino a portarlo in prossimità del nostro satellite, per l'appunto nel quadro della missione: "Apollo 11".
In questa magnifica è primordiale avventura iperspaziale, Michael non fu solo, egli faceva parte di un "terzetto" che giustamente ebbe glorie ed onori al rientro sulla Madre Terra. Gli altri due astronauti (n.d.a.: ognuno di loro, Collins compreso, avevano dei precisi compiti da effettuare a bordo e fuori dal modulo) rispondevano al nome di Neil Armstrong e Buzz Aldrinche hanno avuta la grandiosa opportunità di poter così essere i due primi esseri umani a porre piede sul tanto ambito ed agognato suolo lunare, in quanto allunarono nella desertica "suggestione" del cosiddetto Mare della Tranquillità.
Quello di Collins, pareva a prima vista un apporto marginale nell'ambito della missione stessa, ma in realtà non fu così. L'astronauta Collins fu un po' ... l' "autista" del veicolo lunare, ed oltre la guida ed attività affini, suo fu il delicato compito di far ..."sbarcare " i due suoi colleghi di avventura, e sopratutto, con manovre complesse, aggancio' al razzo principale il modulo con i due a bordo per rientrare tutti nell'atmosfera terrestre, e giungere così fino a casa. Se la manovra non fosse riuscita, era stato programmato che Armstrong e Aldrin sarebbero stati lasciati sul suolo della Luna, per così dire, per ... l'eternità. Per fortuna, pur con i mezzi non ancora perfezionati di allora, andò tutto per il meglio, e così poterono rientrare sul pianeta del loro vivere, il nostro globo terracqueo.

Un romano sulla lunaUn romano sulla luna

Ah!. Dimenticavo!. A bordo dell'astronave, il nostro Michael, pur sempre in stretto contatto radio con il Centro N.A.S.A. di Houston nel Texas, da bordo del veicolo fece in modo di scattare centinaia di fotografie della Terra. Un altro fatto importante che ha contraddistinta la missione lunare di Collins, è quella che a tutt'oggi, rimane l'unico uomo al mondo che circumnavigandola, ha visto la ... faccia a noi nascosta della Luna.
Il suo quindi, e qui ancora una volta lo si ribadisce, rispetto agli altri due, non fu di certo un ruolo secondario. Sulla Luna, ancor oggi, nei pressi del luogo dello storico allunaggio, un piccolo cratere, porta il nome di Micheal Collins, questo per un imperituro ricordo. Ancora fiumi e fiumi di parole occorrerebbero per scrivere di questo singolare personaggio, un "eroe dello spazio", ma come spesso accade ogni rigo in più che ci può venir negato è una sorta di pur comprensibile "tirannia". Tante altre note si potrebbero scrivere, ma dovremmo optare per un buon libro che magari potrebbe diventare di "cassetta". Nel passato, ma ancor oggi, si scrive che la missione lunare dell' "Apollo 11" fu un falso clamoroso girato in uno "studios" hollywoodiano. Leggenda metropolitana o realtà, forse mai lo sapremo!?. Ma poco importa, almeno avremo solo accarezzata una grande e bellissima illusione!?. La sola cosa che ci rende pieni d'orgoglio, è che un nativo di Roma, è di fatto andato sulla Luna.

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