#263 - 16 maggio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 29 maggio, quando lascerà il posto al numero 264. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Televisione

Televisore, gioia e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Difficile di questi tempi che lo zapping possa dare l’abituale soddisfazione. Ci si illude di esser liberi di cambiare canale ma la solfa è sempre quella: la fase due, il coronavirus, il conteggio quotidiano dei morti e dei superstiti, il disastro economico, l’inevitabile panoramica mondiale con il sottaciuto “mal comune mezzo gaudio”, i rapsodici discorsi alla Nazione del rassicurante Premier Conte.

ZappingZapping

La nostra attenzione si vuole concentrata in una direzione, e sempre nella stessa. Nella tragedia di tante vite spezzate, questo virus, anarchico e democratico, è riuscito a racchiudere il mondo in un pandemizzato Villaggio Globale (citiamo volentieri il profeta McLuhan). La vocazione ecumenica dei virus è cosa nota ma ignoravamo che l’avremmo improvvisamente esperita nella sua inesorabile, tangibile attualità. Una koinè virale in grado di alimentare, lo abbiamo visto e sentito, certi curiosi sussulti patriottici, con l’inno di Mameli cantato dai balconi.

ZappingZapping

Soltanto, un paio di inattesi diversivi a questa paludosa gòra mediatica.
Il primo, provocato dal programma tardo-domenicale di Massimo Giletti (Non è l’arena, La7) il quale, a ragion veduta, ha puntato l’obiettivo su un gravissimo scandalo giudiziario che avrebbe rischiato, altrimenti, di passare sotto silenzio: la scarcerazione - causa corona virus, distanziamento sociale ecc.. - di ergastolani condannati per crimini di mafia. Un episodio che ha dell’incredibile e che il ministro di Giustizia Bonafede, evidentemente inadeguato al ruolo, non ha impedito. Pasticciando, di contro, a sua discolpa, qualche spiegazione, senza però accennare a dimettersi, come il buon senso in questi casi raccomanderebbe.

ZappingZapping

Un secondo avvenimento poi, ci ha improvvisamente distolti dai torbidi pensieri virali: la rumorosa liberazione, dopo oltre un anno, di una ragazza – una cooperante internazionale - sequestrata in Africa da una banda di malviventi. La giovane è giunta all’aeroporto di Ciampino, accolta con tanto di ricevimento istituzionale, vestendo la maschera goldoniana della convertita alla fede islamica. Mal gliene incolse! Valanghe di improperi e di minacce da una parte, sollecitazioni protettive e materne dall’altra! Un vespaio, o meglio un gallinaio che ha coinvolto i salotti televisivi, i social network (particolarmente virulenti come al solito), fino agli alati scranni parlamentari, non meno violenti. Si va dicendo che dopo la pandemia nulla sarà come prima. Ma tutto ciò che ci accade intorno quotidianamente suggerisce il contrario: sospettiamo che, quando potremo ricordare l’accaduto, tutto sarà tornato più o meno come prima, a parte qualche profilattica, temporanea formalità prossemica.

AFORISMI - Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose (A.Einstein) - Chi brucia libri, prima o poi, arriverà a bruciare anche esseri umani (H.Heine) - Chi ha cari i valori della cultura non può essere che pacifista (A. Einstein) - Se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire non ha ancora iniziato a vivere (M.L.King) - Spesso commette ingiustizia non solo colui che fa qualcosa ma anche colui che non la fa (Marco Aurelio) -