#262 - 2 maggio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 settembre, quando lascerà  il posto al numero 313. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

In qualche modo

di Dante Fasciolo

Non c’è mai una volta, per ciascuno di noi,
di iniziare il giorno senza avere un problema.
Piccolo, grande, facile da risolvere
o impegnativo e preoccupante.

Si dice che ogni problema ha una soluzione..
e di certo è vero, se ognuno, in qualche modo,
i problemi che l’affliggono li risolve.

Ecco, è quel risolvere in qualche modo
che fa delle soluzioni un ventaglio di imprese.
Così, piccoli o grandi problemi quotidiani
trasformano gli italiani in mirabolanti architetti.

Ben diversa diventa la situazione
quando si affaccia all’orizzonte un vero problema.
E’ allora che vengono al pettine, a carico di ciascuno di noi,
tutti i problemi creduti risolti... in qualche modo.

Interrompere di punto in bianco il lavoro,
rimanere chiusi in casa, non incontrare amici e parenti,
prigionieri del computer e della televisione,
ecco diventare un problema imprevisto
così sorprendentemente capace di porci di fronte
ad una serie infinita di piccoli problemi,
ahimè, tutti riconducibili, in ultima analisi,
alle grandi problematiche del paese
troppo a lungo trascurate od ignorate.

Cibo e vestiario, figli e scuola, lavoro e trasporti,
tempo libero e salute, cane e mascherine,
e mettiamoci anche moglie e suocera a carico…
il sacco è colmo di insofferenza
e sparite sono le virtù pazienza e buon senso.

E’ allora che si infiamma la caccia al colpevole,
ciascuno di noi ne ha una lista a memoria.
Il cibo rincara, il vestiario è precluso, la scuola fa acqua,
il lavoro non c’è, il tram ritarda, i cinema chiusi,
la salute è in fila in farmacia, in tv roba vecchia…
ma è vita questa!?

No, non è vita…ma è il risultato della nostra vita,
largamente disordinata, distratta, che ha risolto i problemi
etici, politici, economici, sociali,
in qualche modo…nel tempo, con leggerezza…
e ora ad esigere un resoconto totale ineludibile, basta un virus.

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