#246 - 20 settembre 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

La Lingua

di Dante Fasciolo

In questo numero del giornale troverete articoli
dedicati all’Anno Internazione delle lingue indigene,
che le Nazioni Unite celebrano in questo 2019.

Sono 7000 quelle conosciute, un numero formidabile,
e ogni giorno capita a ciascuno di noi di incrociarne qualcuna.

Sentire una lingua nuova
è come ascoltare una canzone nuova:
ci si immerge nella cadenza musicale
e pian piano si dà senso alle parole.
E’ così che si percepisce che il conoscere un’altra lingua
equivale ad avere una seconda anima.

“E’ solo la lingua che rende uguali,
uguale è chi sa esprimersi
e intendere l’espressione altrui”
affermava don Lorenzo Milani,
alle prese con il linguaggio dei suoi alunni.
E Honorè de Balzac esclama:
“Quanti bei libri si potrebbero scrivere raccontando
la vita e le avventure di una parola!”.

Anche in Europa esistono 225 lingue autoctone,
celebrate il 21 settembre di ogni anno
con una apposita “Giornata Europea”;
e tutte hanno contribuito nei secoli a costruire un’identità
in virtù di un dialogo mai interrotto
tra letteratura, filosofia, musica e arte.

E in Italia 33 sono gli idiomi censiti,
troppo colpevolmente ignorati;
bollati come lingue morte…e occorre ricordare
che non esistono lingue morte,
ma solo cervelli in letargo.

Ci siamo lasciati trascinare nel vortice
di un linguaggio corrente che ha permesso alla lingua
di oltrepassare il pensiero,
e diventare il peggior nemico dell’uomo:
chi attacca con la lingua di solito reagisce con i piedi,
e trasforma la lingua in una belva, sciolta una volta…
diventa difficile rimettere in catena.

“Ogni lingua ha il suo silenzio”
Afferma Elios Canetti,
ecco, si fa urgente recuperare un virtuoso silenzio
per ascoltare meglio la lingua degli altri.

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