#113 - 1 dicembre 2014
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Iniziative

Una iniziativa di Roma Capitale a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale

Quattro giorni di musica, arte, spettacolo

Addio alle armi

Quando forte era il sentire l'unità della nazione

Addio alle armi

Cento anni fa, di questi giorni, mezza Europa era già impegnata sui fronti della guerra che poi avrebbe preso il nome di Prima Guerra Mondiale. L’Italia era alle prese con le forti spinte interventiste e le politiche attendiste, un confronto che avrebbe portato nei primi mesi del 1915 alla discesa in guerra. Sarebbe stato per l’Italia il conflitto più sanguinoso, costato la vita a 600 mila persone.

A ricordarlo, oggi, un progetto con quattro appuntamenti che spaziano tra diverse discipline artistiche: dai canti popolari della Prima Guerra MondialeLe trincee del cuore con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna, alle visite guidate gratuite al Museo Pietro Canonica, allo spettacolo teatrale in prima nazionale A Farewell to arms tratto da Addio alle armi di Ernest Hemingway per la scrittura e regia di Andrew Quick e Pete Brooks, alla proiezione del film Addio alle armi di Charles Vidor.

Addio alle armiAddio alle armi

Il primo incontro si è avuto al Museo del Vittoriano in Via San Pietro in Carcere con Le trincee del cuore - canti popolari delle Prima Guerra Mondiale - Orchestra Popolare Italiana, diretta da Ambrogio Sparagna con Nando Citarella e Gabriella Gabrielli.
Negli anni della Prima Guerra Mondiale gli italiani si riconobbero nell’orrore e nella fiera e povera umanità delle trincee, dove per la prima volta si mescolarono dialetti, storie e musiche.
Dai dispacci e dai canti i soldati, provenienti dalle terre più remote della penisola, impararono l’italiano, lingua fino ad allora conosciuta e praticata solo da una ristretta parte della popolazione.
A 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, lo spettacolo Le Trincee del Cuore racconta gli echi dei tanti canti risuonati tra le pietre delle trincee e nel cuore di quegli uomini. Uomini semplici che cercarono conforto alla disumanità della guerra anche attraverso la voce e la forza della poesia cantata, dando vita a un nuovo genere musicale originale.
L’esperienza della vita in trincea favorì infatti la formazione di un originale “corpus” di canti popolari caratterizzato da contenuti e modalità espressive specifiche. Canti che narrano dell’atrocità della guerra, della fierezza del corpo di appartenenza, ma anche di amori lontani, speranze, affetto filiale e momenti di gioia quotidiana. Questa varietà di canti veniva eseguita prevalentemente in italiano. Non mancano però anche esempi in lingue dialettali. Le Trincee del Cuore ha proposto alcuni esempi di questo straordinario repertorio nazionale e regionale associando ad essi letture poetiche di importanti autori dell’epoca. Si aggiungono canti ungheresi, sloveni, austriaci che pure raccontano quel tragico momento della storia europea in modo originalissimo. Per ricordare, con il cuore, i giorni della trincea.

Addio alle armiAddio alle armi

A seguire, visita al Museo Pietro Canonica: immerso nel verde di Villa Borghese, costituisce un importante testimonianza del modello museografico delle case d’artista, e nella sua integrità, può essere considerato uno dei pochissimi esempi in Italia.
Pietro Canonica (nato a Moncalieri nel 1869) è uno degli artisti più famosi della sua generazione e del primo Novecento italiano. Dopo essersi dedicato a sculture e ritratti delle grandi famiglie regnanti europee (il suo nome era famoso alla corte d’Inghilterra come negli Stati Uniti) con la Prima Guerra Mondiale modifica radicalmente il suo approccio alla scultura. Passerà infatti a dedicarsi alle grandi composizioni monumentali e celebrative. In molte piazze italiane la memoria dei soldati caduti nella grande guerra si onora con un’opera di Pietro Canonica.

Martedì 2 e mercoledì 3 dicembre, debutta a Roma - in Prima Nazionale - il nuovo spettacolo della compagnia inglese Imitating the dog con una versione unica e originale del romanzo di Ernest Hemingway Addio alle armi, un classico della letteratura del ‘900, una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi.
Noti per la complessità degli allestimenti e per le citazioni cinematografiche, Imitating the dog combina raffinatezza tecnologica con narrazioni appassionate, producendo lavori intellettualmente affascinanti ed emotivamente coinvolgenti.
Lo straordinario adattamento di Andrew Quick, Pete Brooks e Simon Wainwright condurrà lo spettatore in un mondo di video proiezioni e musiche originali, in una scenografia imponente che fa da sfondo a una delle più profonde riflessioni sull’amore e sulla brutalità della guerra del XX secolo.
Basato per gran parte su vicende autobiografiche, la storia racconta l’incontro dell’americano Frederic Henry, autista di ambulanze per l'esercito italiano, con la giovane infermiera inglese Catherine Barkley. Tra i due nasce un rapporto morboso e passionale: sullo sfondo della battaglia di Caporetto, i due protagonisti lottano strenuamente per sopravvivere e preservare il loro amore, fino a quando saranno costretti a rassegnarsi alla crudeltà del destino.
La tournée italiana è promossa da Marche Teatro -Teatro Stabile Pubblico in collaborazione con British Council. Dopo Roma, lo spettacolo verrà presentato ad Ancona – Teatro delle Muse, a Terni -Teatro Secci, a Bergamo - Teatro Sociale.

Addio alle armiAddio alle armi

L'ultimo appuntamento è per giovedi 4 dicembre alla Casa del Cinema - Villa Borghese - con la proiezione del film Addio alle Armi di Charles Vidor.
E’ il secondo film tratto dal romanzo di Ernest Hemingway, dopo quello di Frank Borzage del 1932, fu realizzato in Italia tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e il Lago Maggiore, non lontano dai luoghi descritti da Hemingway perseguendo una linea di maggior realismo e aderenza al romanzo. Interpretato da Rock Hudson e Jennifer Jones, nel ruolo dei protagonisti, e da Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Mercedes McCambridge, Franco Interlenghi, Carlo Hintermann

Addio alle armiRoma e il secolo delle Guerre è un progetto promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica e Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, in collaborazione con Cadmo – Associazione Culturale.

ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----