#244 - 13 luglio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte del giorno 27 gennaio quando lascer il posto al numero 300. ORA per VOI un po' di SATIRA - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Cinema

“Tu scali con i gabbiani che ti volano intorno…E arrivi in dei posti in cui solo gli scalatori arrivano.
Ci sono posti che io ho raggiunto con le mie mani e con i miei piedi…Ecco, li vedi solo se scali”

Roma - Cinema Aquila - 25 luglio - proiezione speciale

Ale'

Un'entusiasmante esperienza cinematografica

su un'entusiasmante esperienza d'arrampicata

Da ottobre su Infinity Mediaset

Il progetto ALÉ inizia a dicembre 2018, come esperimento di narrazione trasversale, seguendo un gruppo di arrampicatori non professionisti per sei mesi. Non troverete protagonisti ma un racconto corale puntellato di umane imprese e ascese silenziose.
Il viaggio inizia dalla cucina di Erri De Luca e termina su imponenti monoliti in Grecia.
Le riprese del documentario iniziano a dicembre 2018 e terminano a giugno 2019. ALÉ vede il coinvolgimento dello scrittore e arrampicatore (nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare il grado 8b, livello di difficoltà per arrampicatori esperti) Erri De Luca, il quale accetta di prendere parte al progetto raccontando la sua esperienza da “frequentatore di montagne”.
Il racconto segue strade e persone che si incontrano, si perdono e si ritrovano, dalle palestre all’outdoor, nel tentativo di restituire il senso di comunità, spesso palpabile, del mondo dell’arrampicata.

Ale'Ale'Ale'

Ed è nella parola comunità che sedimentano e fioriscono attività come quella delle associazioni Sadomasoclimb e Inspire, entrambe fondate da arrampicatori e appassionati di sport outdoor.
Alessandro Bolognini, Alessandro Petrocco e Francesco Diana sono i fondatori - sadomasoclimbers; Alice Bellini, Veronica Gabriele e Alice Bartolelli le ideatrici di Inspire. Entrambe realtà il cui obiettivo comune è la cura dei luoghi naturalistici frequentati dagli arrampicatori.

Con Roberto Podio conosciuto come Limetta, tra i fondatori della Vertical Park, arrampicatore da 9a (il massimo grado raggiunto in arrampicata è 9c), dalla palestra si viene catapultati sulla roccia, sotto lo strapiombo di Grandi Gesti, a Sperlonga, una via iconica, toccata da tanti atleti professionisti come Adam Ondra, Stefano Ghisolfi, Laura Rogora.
Le arrampicate silenziose di Limetta si alternano alle salite corali a Colle dell’Orso (Molise) dove l’attenzione viene, nuovamente, puntata sulla comunità: diversi volti sulle stesse vie, l’incitamento collettivo ai piedi della falesia, il riposo a fine giornata.
Il viaggio di ALÉ termina in Grecia, all’interno del laboratorio di scarpette d’arrampicata più importante d’Europa gestito da George Vlahandreas, il cui primo apprendista è un arrampicatore italiano: Giacomo Gallozzi.
Tu scali con i gabbiani che ti volano intorno…E arrivi in dei posti in cui solo gli scalatori arrivano. Ci sono posti che io ho raggiunto con le mie mani e con i miei piedi…Ecco, li vedi solo se scali”

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ALÉ è nato a Roma e l’idea di un documentario sull’arrampicata non-professionista è stata sviluppata tra le mura della palestra Vertical Park allargando poi lo sguardo ad altre realtà indoor della Capitale: Rock & Walls, École Verticale e Rock It. Dall’inizio della stesura però, la roccia era parte integrante del racconto e quindi l’affaccio alla falesia, l’ovvio approdo; dopo prese di resina e i materassi delle palestre, con zaini in spalla, carichi di attrezzatura da arrampicata e telecamere, è iniziata l’esplorazione dell’outdoor.
Dalla storica parete Fascia Superiore a Sperlonga nel Lazio, chiodata negli anni ’80, e poco battuta dato l’avvicinamento (percorso per raggiungere la falesia) impegnativo e lungo, le riprese si sono spostate alle Gole del Melfa, nel settore denominato Eremo dello Spirito Santo, una cattedrale scavata nella roccia, ancora poco frequentata e brulicante di progetti - vie d’arrampicata senza ancora un grado definitivo.

Con Erri De Luca ALÉ si affaccia in un’altra falesia storica del centro Italia, in Umbria: a Ferentillo; dal settore Balcone a Le Mummie, Ferentillo è stata la scuola su roccia per centinaia di climbers e tutt’oggi terreno di gioco, sportivo, che offre qualsiasi livello di difficoltà, costantemente immersi nella suggestiva cornice della Valnerina.
Dal Lazio la produzione si è poi spostata in Molise a Colle dell’Orso. Lì, un verde altopiano bucolico, nei periodi stagionali miti, accoglie la comunità di arrampicatori che gode della pace e della totale lontananza dalla civiltà (fatta eccezione per le mastodontiche pale eoliche che svettano all’orizzonte). Il grigio calcare di Frosolone assume sfumature simili alla roccia conglomerata della Grecia, dove ALÉ chiude il suo viaggio.

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ALÉ è un documentario realizzato dalla Soul Film Production, casa di produzione romana specializzata in videoclip musicali e spot commerciali: (http://soulfilmproduction.it). La Soul Film con ALÉ presenta quindi la prima produzione di un lungometraggio - documentario. L’idea nasce a ottobre 2018, un mese dopo il progetto vince il bando “Infinity Games” promosso da Infinity Mediaset su Produzioni dal Basso (https://www.produzionidalbasso.com/project/ale/). Il cuore del cast è under 30 e al battesimo per il racconto documentaristico di un lungometraggio.
Marco Zingaretti firma la sua prima regia con ALÉ, dopo due anni di esperienza nella narrazione pubblicitaria; così l’idea e lo sviluppo firmati da Giada Gentili.
I set sono stati portati avanti, per gran parte della lavorazione, in quattro: oltre a Zingaretti e Gentili, Federico Giovannini alla cura dell’audio (per la presa diretta in parete con gli arrampicatori) e Roberta Santoro nella produzione esecutiva.
In Grecia e diversi altri momenti delicati della produzione Michele Baruffetti, direttore della fotografia nei film “Un amore rubato” e “Rebeniza”, si è aggiunto al cast come primo operatore. Le riprese aeree a Sperlonga (Lazio), Ferentillo (Umbria) e Colle dell’Orso (Molise) sono firmate da Mariagrazia Lomonaco.

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