#238 - 13 aprile 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte del giorno 27 gennaio quando lascer il posto al numero 300. ORA per VOI un po' di SATIRA - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Fotografia

Come evolve l'architettura delle città

Lodi - Bipielle Arte, Spazio Tiziano Zalli

L'Abito della Città

“L’Abito della Città- Lodi 2015-2019” è il titolo di un progetto fotografico, di una mostra e di un libro/catalogo. Uno sguardo sulla città di Lodi dal punto di vista del paesaggio urbano, delle architetture e del costruito.

L'Abito della CittàL'Abito della Città

In mostra fino al 12 maggio circa sessanta fotografie, di medio e grande formato, a colori. Ad accompagnare l’esposizione il libro/catalogo con testi critici di Marina Arensi (giornalista e critica d’arte), Chiara Cardini (critica d’arte e curatrice della mostra), Emanuele Dolcini (giornalista e ricercatore), Chiara Panigatta (Presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Lodi).

L'Abito della CittàL'Abito della Città

Ogni città possiede un proprio tessuto originario. Se le vicinanze geografiche evidenziano medesime modalità nel costruire il territorio, ogni città indossa però un abito che la contraddistingue. La sua naturale trasformazione è legata al tempo, un sovrapporsi di storie e stili architettonici, ai mutamenti economici, sociali e culturali.

L'Abito della CittàL'Abito della Città

La città è un sistema in continuo movimento ed è tanto più leggibile quanto più se ne conosce il vissuto storico.
In questa prospettiva, Paolo Ribolini, realizza per Lodi una mappa fotografica del costruito, nella quale il teatro urbano è mostrato come puro luogo architettonico, che supera i tempi dell’umana esistenza, seppure la presenza di insegne, biciclette, auto in sosta, ci riconduca alla contemporaneità.
Attraverso l’uso della fotografia, l’attenzione è focalizzata al riconoscimento del valore culturale della propria città, così da custodire il patrimonio visivo di oggi per le generazioni di domani.

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Tra gli incontri previsti: Domenica 5 maggio: conversazione tra Chiara Cardini e Paolo Ribolini sul tema della fotografia come strumento d’indagine del paesaggio urbano.

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