#223 - 21 luglio 2018
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Religione

Monastero di Fara Sabina - (Rieti)

Le piante della Bibbia

Le clarisse eremite di Fara in Sabina raccontano

da un colloquio con Veronica Giacometti - Aci Stampa

Il monastero delle Clarisse Eremite di Fara in Sabina, vicino Rieti, con sede nello storico Castello, è un meraviglioso luogo silenzioso immerso nel verde.
Quale miglior luogo per raccontare le piante della Bibbia?
Ed è per questo che le monache hanno organizzato un piccolo seminario “Le piante della Bibbia” proprio nel monastero. ACI Stampa ne ha parlato con Suor Barbara, clarissa eremita di Fara in Sabina.

Le piante della BibbiaLe piante della Bibbia

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Suor Barbara perché organizzare un evento sulle “piante della Bibbia” ? A chi e’ venuta questa idea?
L'idea è stata della nostra Abbadessa sr. Chiara Annalisa Farfalla che con il Dr.Vincenzo Mazziotta, farmacista della spezieria della Basilica di S. Paolo fuori le mura di Roma ha iniziato ad approfondire questa tematica a lei da sempre molto gradita.
In modo particolare il Dr. Mazziotta ha contribuito a creare il giardino dei monaci benedettini secondo un criterio ben definito per mezzo del quale la passeggiata diviene per loro e per i visitatori un vero momento di preghiera.
D'altronde nella Bibbia sono numerosi i riferimenti alle piante alle quali viene dedicato un profondo interesse e una particolare attenzione sia come fonte di cibo, indispensabile per la sopravvivenza delle popolazioni, che per i loro significati simbolici; a iniziare dalle piante della Terra Promessa per finire con quelle della Menorah e della Sindone.

Le piante della BibbiaLe piante della Bibbia

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Si può rintracciare un’affinità tra le piante e Dio? In che modo? Certamente. L'affinità è data dall'esser consapevoli che tutto l'universo obbedisce alla parola di Dio per mezzo della quale ogni cosa è stata fatta.
Il libro della Genesi lo enuncia mediante quest'espressione "E Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie. E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona".
Le fasi biologiche della trasformazione - che le piante subiscono nel corso della stagione e degli anni - richiamano inesorabilmente il ciclo della vita e della morte ecco perché questa iniziativa vuole essere un contributo atto ad evidenziare come la bellezza, la sacralità e la godibilità della vita affondino le radici in profonde dimensioni relazionali, spirituali e religiose che scandiscono ogni esistenza perché dello Spirito del Signore è piena la terra, e tutto viene continuamente rinnovato grazie a questo soffio vitale che conserva e regge la creazione in tutte le sue dimensioni che sono connesse inesorabilmente.

Le piante della BibbiaLe piante della Bibbia

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Le piante della Bibbia come possono essere utili all’uomo di oggi?
Anzitutto dinanzi alla bellezza della natura l’uomo non può far altro che riconoscere la grandezza del Creatore e cantare a lui come ha fatto san Francesco d’Assisi: “Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba” e poi per il loro grande potere terapeutico.

Le piante della BibbiaLe piante della Bibbia

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Suor Barbara, voi clarisse che rapporto avete con la natura vivendo in un monastero? L’amore di S. Francesco d’Assisi per tutte le creature è un tratto popolare della sua santità e scaturisce dalla fede che egli avevo nel Dio amante della vita.
Questo movimento circolare dal Creatore alle creature e da queste al Creatore fu un tema ben presente anche a Chiara d'Assisi che alle suore serviziali che uscivano dal monastero per svolgere le mansioni raccomandava di lodare Dio per gli «arbori belli, fioriti et fronduti (…). Et similmente, quando vedessero li homini et le altre creature, sempre de tucte et in tucte cose laudassero Idio» (Processo di canonizzazione, 14, 37-38).
Come eredi di tanta saggezza anche noi oggigiorno continuiamo a vivere questo stupore di fronte al creato che nel nostro monastero si sviluppa in maniera straordinaria. Infatti, oltrepassato il cancello d'ingresso si ha subito la sensazione di entrare all'interno di un luogo incantato dove sembra che il tempo si sia fermato. La pace, la bellezza della natura circostante contribuiscono a rendere feconda la preghiera mediante un contatto che eleva il cuore e fa nascere sempre più il senso di gratitudine e di custodia rispetto a quanto il Creatore ci ha donato.

Le piante della BibbiaLe piante della Bibbia

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ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----