#220 - 9 giugno 2018
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Televisione

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croce e delizia

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

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Ogni giorno il mondo delle immagini ci viene incontro ammantato con i colori torpidi e seduttivi del sogno (o del sonno profondo), dell’avventura (senza rischio) oltre che della confusa attualità (spesso apparente e sempre comodamente offerta ad un palmo dal nostro naso), così realisticamente dinamizzato dai potenti mezzi illusionistici del piccolo e del grande schermo.
E pur nella sempre più sofisticata tecnologia che lo supporta, questo mondo caleidoscopico e iridescente conserva ancora – ci sembra di avvertirlo - il sapore arcaico del magismo e della sapienza teurgica da cui si favoleggia abbia tratto origine.

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L’abitudine, si sa, non è amica della meraviglia. E ci fa perfino sembrar corriva normalità l’annullarsi, davanti ai nostri occhi, di ogni distanza spaziale o temporale che sia, il vedere i vivi accompagnarsi sbadatamente ai morti, a braccetto…come se nulla fosse.
Però, di tanto in tanto, le Parche fanno capolino dall’Ade ove dimorano ab ovo ed il vischioso torpore della consuetudine viene scosso da un accadimento repentino, imprevedibile, non di rado irreversibile, come quando ci imbattiamo, nostro malgrado, nell’esperienza cruciale e revulsiva della morte.

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Come quando qualcuno la cui prossimità per mille motivi ci è stata familiare, improvvisamente scompare dalla calda scena della vita lasciandoci un interminabile refolo di silenzio, un brivido di ghiaccio, una vertigine senza sponde.
Considerazioni di questo tenore ci hanno sorpreso più di una volta in questi ultimi mesi mentre - lo sguardo svogliatamente fisso sul rettangolo mercuriale del piccolo schermo - un anonimo notiziario ci comunicava la morte di un personaggio “pubblico” più o meno noto che, a sua insaputa e accidentalmente, ha incrociato almeno per una volta la parabola “in fieri” della nostra anonima vita.
Ci piace qui menzionare tutti quei nomi che riusciamo a ritrovare scavando nel ricordo recente: Fabrizio Frizzi, Pippo Caruso, Luigi De Filippo, Isabella Biagini, Anna Maria Ferrero, Vittorio Taviani, Ermanno Olmi, Paolo Ferrari.

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Di costoro restano oggi tuttavia le immagini, le voci, i gesti eternamente riverberati, come nel gioco antico di una scatola catottrica, dalle mobili quinte dell’affollato teatro del mondo, grazie alle arti “magiche” di una tecnologia prodigiosa sempre in bilico tra la scienza e la pietas.
Per una curiosa associazione di pensieri ci torna alla mente una nostra vecchia lettura che ricordiamo surreale e spiazzante, “L’invenzione di Morel” di Adolfo Bioy Casares, lo scrittore argentino amico e sodale di Jorge Luis Borges, il grande visionario.

APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -