#217 - 28 aprile 2018
AMICI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Ambiente

Dal rapporto ONU - Banca Mondiale

143 milioni di migranti

Causa mutamenti climatici

143 milioni di migranti143 milioni di migranti

Il recente rapporto Groundswell (marzo 2018) delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale prevede da qui al 2050 una migrazione per ragioni climatiche che interesseranno 143 milioni di persone. Alcune note indicative.

143 milioni di migranti143 milioni di migranti

Effetto serra, effetto guerra.
Migranti climatici nel pianeta che si sta ribellando. Una sintesi dei guai del mondo, oggi ma sopratutto domani, in Affari Internazionali. I datti del suicidio umanitario.

  1. Un innalzamento della temperatura media globale fra 0,3 e 2,5° entro metà secolo, valuta l’organismo intergovernativo sul clima delle Nazioni Unite.
  2. Le stime di crescita della popolazione mondiale – indicata sopra la soglia dei 10 miliardi nei prossimi trenta anni-, c’è da aspettarsi che il numero delle persone costrette a lasciare la propria casa per questioni ambientali aumenti sempre più. La cifra di 143 milioni rappresenta solo lo scenario più allarmante.

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Migranti, sensazioni e fatti.
Partiamo dalla politica interna italiana. Una campagna elettorale italiana, durante la quale le parole più usate sono state invasione, criminalità, terrorismo, instabilità.
Per Amnesty International, realtà italiana in linea con la tendenza, sempre più diffusa tra i leader del mondo, di prospettare scenari “da incubo” per ottenere risultati a breve termine, basati sulle sensazioni molto più che sui dati.
Rapporto Ipsos 2017, l’Italia ai primi posti della classifica mondiale per percezione negativa degli immigrati, con il 66% degli italiani che ritiene che siano troppi e una larga maggioranza che si dice favorevole alla chiusura netta delle frontiere. Il problema, tra il dire politico e la realtà del fare, è che i migranti che arrivano rappresentano una percentuale marginale rispetto quella dei migranti dei flussi intra-africani, sull’asse Sud-Sud.

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Le cause degli spostamenti
Migranti climatici, un esempio per capire: il Lago Ciad. Nel solo 2016 risulterebbero 22,5 milioni di profughi ambientali, spinti ad andarsene dai propri Paesi d’origine per fenomeni legati al clima, quali inondazioni, uragani, siccità. Il Lago Ciad è un esempio significativo per il quadro che si sta lì delineando, con una riduzione della sua portata dell’80% negli ultimi 40 anni. Un dato interessante se si tiene conto che nove migranti su dieci che affrontano il disperato tentativo di attraversare il Mediterraneo provengono dalla fascia del Sahel, di cui il Lago Ciad rappresenta il cardine geografico. La difficoltà a riconoscere il collegamento tra cambiamento climatico e migrazione si deve ai cosiddetti “slow-on-set events”, eventi a “lenta insorgenza”. Quel lento, peggioramento del clima, come lo scioglimento dei ghiacciai o la desertificazione del suolo.

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‘Slow-on-set events’, eventi a ‘lenta insorgenza’
L’impatto di questi cambiamenti appena percepibile nell’immediatezza, ma segnali di trasformazioni epocali negli ecosistemi naturali e sociali. L’incertezza provocata dai cambiamenti climatici, precisano gli studiosi, creano tensioni internazionali a volte paragonabili al terrorismo o alla guerra. Osserva Federica Bilancioni di AffariInternazionali, che i primi settori ad essere preoccupati per il clima sono proprio quelli militari, a partire dal dipartimento di Difesa americano che ha definito il cambiamento climatico un “moltiplicatore di minacce”.
La concatenazione di questi fenomeni con altri di natura sociale, culturale e religiosa rende difficile definire in maniera netta l’identità del “migrante climatico”, oggi più che mai intrappolato nel clima di paura alimentato dalla classe politica.

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Pianeta bistrattato, popoli in fuga
La Convenzione di Ginevra del 1951 non contempla la tutela dei migranti climatici, ed esclude fasce di profughi che lasciano il proprio Paese per ragioni complesse, tra cui i fattori ambientali. A impedire una revisione dei trattati, le critiche attorno all’intero fenomeno migratorio: un ipotetico calo della sicurezza, la necessità di salvaguardare le identità nazionali, la mancanza di risorse economiche per soddisfare il fabbisogno di tutta la popolazione. Al di là delle dispute etiche o politiche, studi diffusi dicono che la costruzione di muri sarebbe molto più costosa di una politica improntata all’integrazione e alla cooperazione allo sviluppo.

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PROVERBI ITALIANI - 1) A buon cavalier non manca lancia. - 2) A buon cavallo non manca sella. - 3) A buon intenditor poche parole. - 4) A caval donato non si guarda in bocca. - 5) A chi batte forte, si apron le porte. 6) A chi non vuol far fatiche, il terreno produce ortiche. - 7) A chi troppo e a chi niente. - 8) A chi ti porge un dito non prendere la mano. - 9) A goccia a goccia si scava la pietra- 10) A gran salita, gran discesa. -