#198 - 29 luglio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Parchi e oasi dello spirito

Torna a splendere dal 2015 un antico monastero bergamasco

Astino (Bergamo)

Monastero del Santo Sepolcro

di Dante Fasciolo

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

Nell’amena Valle d’Astino, che si adagia dolcemente sul versante sud-ovest dei colli di Bergamo Alta, al centro di un sito di rilevante importanza storico-naturalistica, si trova il complesso monumentale della Chiesa e del Monastero del S. Sepolcro, antichissimo cenobio vallombrosano fondato nel 1107.

I monaci, appartenenti alla congregazione monastica di Vallombrosa vicino a Firenze, derivata dall’Ordine Benedettino, edificarono la loro chiesa con pianta a croce "commissa", a navata unica e con ampio transetto, tipica delle chiese vallombrosane, e la consacrarono nel 1117.

La comunità vallombrosana di Astino, dall’ineccepibile moralità e dall’azione positiva sul territorio, intrecciò fecondi rapporti con gli ecclesiastici lombardi: frequentarono Astino e vollero essere sepolti nella chiesa del S. Sepolcro i vescovi di Bergamo Gregorio (1146) e Algisio da Rosciate (1267), e il vescovo di Brescia Guala de’ Roniis (1244), che fu poi beatificato perché destinatario di una forte devozione popolare.

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

La chiesa fu ampliata con la costruzione della Cappella del S. Sepolcro nel 1500 ad opera dell’abate Silvestro de’ Benedictis: nella cappella, posta vicino all’ingresso della chiesa e accessibile ai fedeli e ai pellegrini, fu rappresentato il Compianto su Cristo morto attraverso un gruppo statuario, oggi perduto. Dal 1540 circa fino alla fine del secolo la chiesa fu ristrutturata e rinnovata nelle decorazioni con cicli di affreschi eseguiti dai pittori Cristoforo Baschenis il Vecchio e Giovan Battista Guarinoni, oggi in parte recuperati grazie al recente restauro.

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

Furono realizzati nuovi arredi e nuove strutture, quali la sagrestia, il campanile e l’attuale profondo presbiterio rispondente ai dettami del Concilio di Trento. Gli aggiornamenti decorativi e le migliorie continuarono nel corso del Seicento con la commissione della pala di San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine, al fiorentino Domenico Cresti detto il Passignano e con il rinnovamento di cappelle e decori. All’inizio del XVIII secolo la necessità di un adeguamento al vigente gusto tardo-barocco nella decorazione degli interni portò alla commissione di altri affreschi, elaborati stucchi e tele ad opera di vari artisti, quali Giuseppe Brina, Bernardo Sanz, Antonio Cifrondi e Andrea Pelli.

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

Con la seconda metà del secolo inizia il declino dell’Ordine fino alla soppressione napoleonica nel 1797 che sancì la fine dell’utilizzo monastico dell’edificio. La chiesa divenne sussidiaria dell’Ospedale Maggiore nel periodo in cui, dal 1832 al 1892, il complesso fu trasformato in manicomio. Successivamente fu chiesa sussidiaria della parrocchia di Longuelo, ma la vendita della chiesa e del monastero a privati nel 1923 ne limitò fortemente la pubblica fruizione favorendone l’abbandono e il degrado, denunciato più volte dall’opinione pubblica e dalla Soprintendenza.

A inizio 2012 viene annunciato che il complesso di Astino verrà recuperato e ospiterà la scuola di alta specializzazione post universitaria dell'ADAPT (l'"Associazione per gli studi internazionali sul diritto del lavoro e le relazioni industriali"). I lavori vengono terminati nel maggio del 2015, e da questa data il complesso è di nuovo aperto al pubblico.

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

La struttura architettonica della Chiesa si sviluppa secondo una geometria a croce commissa, secondo la tipologia vallombrosana; lo schema è a navata unica che termina inserendosi a T nel transetto.
L'altare maggiore, in posizione leggermente sopraelevata, si trova tra l'altare di San Martino e quello degli Evangelisti, entrambi anteriori al 1140, situati rispettivamente nel braccio di sinistra e di destra del transetto.
Il coro settecentesco è dominato dall'altare maggiore dietro cui è posto.
Sul lato sinistro della navata si trovano, all'inizio, la cappella del Santo Sepolcro e, subito dopo, quella di San Giovanni Gualberto, di fronte alla quale, sul lato destro della navata, si trova la cappella della Vergine del Rosario.
La volta della navata è a botte mentre quella del transetto è a crociera.
Notevoli sono anche gli affreschi, databili attorno al 1624, eseguiti da Francesco Zucco.

Monastero del Santo SepolcroMonastero del Santo Sepolcro

La facciata della chiesa presenta un nartece ad archi a tutto sesto, retti da due colonne centrali e da due semicolonne laterali.
Nella parte superiore della facciata, suddivisa da lesene, due nicchie racchiudono le statue di San Benedetto, quella di sinistra, e di San Giovanni Gualberto, quella di destra.
Un elegante chiostro cinquecentesco, con archi a tutto sesto poggianti su colonne di arenaria, alleggerisce la struttura conventuale.
Nella parte orientale del complesso è stato inserito, nel 1239, un alloggio e relativa cappella per ospitare il Beato Guala de Roniis, vescovo di Brescia, espulso dalla sua diocesi.

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