#197 - 8 luglio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 15 febbraio, quando lascerà il posto al numero 236. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi : AMICI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Attività produttive

A margine delle odierne discussioni sui trattati commerciali

A proposito di commercio Europa - Africa

Uguaglianza o equità

Una nota di Pier Maria Mazzola

Uguaglianza o equitàUguaglianza o equità

Aiutiamoli a casa loro” – e nemmeno serve dire di cosa si parla.
Un’esortazione che ha la sua buona dose di ragionevolezza.
Peccato che intanto, da ben prima che l’invasione migratoria ossessionasse l’Europa, questa cominciava a smantellare, alla svolta del millennio, un suo fiore all’occhiello: la Convenzione di Lomé, che dal 1975 regolava gli scambi commerciali tra Ue e Paesi del Sud, in gran parte africani. «Un modello della politica occidentale verso il Terzo mondo», la definì La Civiltà Cattolica. Modello che consisteva nel non mettere realtà così diverse, quanto a forza economica, su un forzato piede di parità.

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Se molti prodotti dei Paesi Acp (Africa, Caraibi, Pacifico) potevano entrare in Europa senza dazi, ed esisteva un meccanismo in grado di dare una certa stabilità ai corsi delle materie prime, l’export europeo verso gli Acp non godeva, per contro, di simmetrici “privilegi”. Ma il turboliberismo, che negli anni Novanta ha sequestrato l’Organizzazione mondiale del commercio, ha imposto la fine di Lomé.
D’ora in poi, tutti “uguali”. Sono così nati gli Accordi di partenariato economico (Epa). Non a caso, mentre Lomé era di competenza del dicastero per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, gli Epa ricadono ora sotto il commissario al Commercio.

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«La conseguenza sarà drammatica per l’Africa – scrive Alex Zanotelli nel suo recente Europa, che cosa ti è successo? (Emi) –: l’agricoltura europea (sorretta da 50 miliardi di euro di sussidi l’anno) potrà svendere i propri prodotti sui mercati nei Paesi impoveriti.
I contadini africani non potranno competere con i prezzi degli agricoltori europei.
E l’Africa sarà ancora più strangolata e affamata in un momento in cui il continente nero pagherà pesantemente per i cambiamenti climatici».

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Numerose le voci africane che si levano contro questi «accordi di impiccagione».
Come quella di Mamadou Cissokho, storico leader di Roppa, la vasta rete di organizzazioni contadine dell’Africa occidentale. A chi lo accusa di protezionismo, risponde: «L’Ue non si è fatta in un giorno. Se oggi è la potenza economica che tutti conosciamo, è anche grazie alle misure di protezione dei propri mercati e prodotti adottate fin dagli anni Cinquanta».
Oppure quella del bissau-guineano Carlos Lopes, che l’ottobre scorso si è dimesso da segretario della Commissione economica per l’Africa (Eca), organo Onu, per riconquistare piena libertà di parola. «L’Eca e io personalmente non abbiamo cessato di denunciare gli Epa – dice Lopes –. Non illudiamoci: gli Epa non sono favorevoli all’Africa e costituiscono un freno alla sua industrializzazione».

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Certo il ritorno alla vecchia Lomé non arresterebbe di colpo gli sbarchi: fenomeni di questo tipo hanno cause molteplici. Ma sarebbe per lo meno un segnale di coerenza, da parte di un’Europa che non sa o non vuole affrontare le ondate di migranti, mantenere una partnership economica di equità (e non di “uguaglianza”). Vorrebbe dire ricercare soluzioni “a monte”, che, anche se necessitano di tempi lunghi per sortire i loro effetti, sono le più efficaci. In ogni caso, sicuramente le più dignitose.
Come diceva don Milani, «non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali».

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AFORISMI - Vivi come puoi, da momento che non puoi vivere come vorresti (Cecilio Stazio) - Perdiamo i tre quarti di noi stessi per essere come le altre persone (A. Schopenhauer) - La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso tra tutti, anzichè diminuire diventa più grande (H.G. Gadamer) - La gentilezza è il linguafggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere (M. Twain) - L'immaginazione è la prima fonte della felicità umana (G. Leopardi) - L'ignoranza è un vizio (Talete) - Se la pensi come la maggioranza il tuo pensiero diventa superfluo (P. Valéry)