#195 - 10 giugno 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Teatro

Quinta edizione del Festival - in corso con termine 11 giugno

Ascoli Piceno

I teatri del sacro

Nota di Fabrizio Fiaschini - Direttore Artistico del Festival

I teatri del sacroI teatri del sacro

I Teatri del Sacro non è solo un Festival e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni.
È in prima istanza un’avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni, sempre più diffuse, fra il teatro, la ricerca religiosa e la tensione spirituale: un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della fede, acceso dall’azione drammatica.
Uno sguardo inedito, che in questi anni si è imposto nel panorama nazionale per l’interesse e la qualità dei lavori presentati, scelti e coprodotti attraverso una lunga e articolata selezione a cui, per questa edizione, hanno partecipato oltre 250 artisti e compagnie provenienti da tutta Italia.

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La novità più evidente di questa quinta edizione risiede senza dubbio nella decisione di spostare il Festival da Lucca (sua sede storica dal 2009) ad Ascoli Piceno, dal 5 all’11 giugno: una città che, nella sua luminosa veste in travertino bianco, si presenta come un vero gioiello segreto di arte e cultura, custode di beni artistici e architettonici di primissima importanza e di una memoria del sacro antica e silenziosa, che ancora risuona nel fitto intrico delle sue ‘rue’ medievali e delle sue meravigliose piazze.

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Oggi, però, Ascoli Piceno è anche al centro di un territorio duramente segnato dai terremoti che hanno colpito le Marche e tutto il centro Italia.
Anche per questo I Teatri del Sacro ha scelto Ascoli Piceno: per dimostrare che, nonostante le prove e le difficoltà, il volto più autentico di quella città e di quelle comunità è ancora il volto della vita, della bellezza e dell’ospitalità, il volto della creatività e dell’innovazione, del desiderio di fare arte e cultura.

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Questo significa per noi essere ad Ascoli: sostenere con il Festival e con l’intensità comunicativa del teatro un processo solidale di rinascita e di ricostruzione culturale che fa di Ascoli e del suo territorio un bene comune da riscoprire e da visitare in tutta la sua vivacità progettuale, nella sua straordinaria capacità di rinnovare con coraggio e determinazione la scommessa con il futuro.

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Come sempre, poi, non saranno solo gli spettacoli vincitori a illuminare la scena ascolana, ma una ricca proposta di eventi e laboratori che coinvolgeranno anche la comunità locale, a partire dalla Casa dello Spettatore, dove si terranno i seminari con il pubblico condotti da Giorgio Testa e gli incontri con gli artisti dopo ogni giornata di spettacoli; e ancora il laboratorio di danza sulle relazioni familiari realizzato dalla compagnia Sonenalè con famiglie ascolane e la performance di comunità di Minimo Teatro sul testo di Processo a Gesù di Diego Fabbri; infine la sezione speciale Fedi in gioco, realizzata in collaborazione con Acec, in occasione delle Giornate Nazionali delle Sale della Comunità: un focus fra cinema e teatro sul tema dei migranti, con il documentario Dustur (di Marco Santarelli) e lo spettacolo Leyla della Tempesta (regia di Alessandro Berti), entrambi ispirati all’esperienza di padre Ignazio de Francesco nel carcere della Dozza di Bologna, e lo spettacolo Questo è il mio nome della Compagnia Teatro dell’Orsa, uno dei vincitori del Bando Migrarti del Mibact.

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APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -