#195 - 10 giugno 2017
LA STRISCIA KOMIKA - Attenzione, per arrabbiarsi si mettono in moto 65 muscoli! per sorridere solo 16! Fai economia, sorridi!!! - E' chiaro che i tizi che stanno seduti al bar alle 11 del mattino sanno qualcosa su come ci si guadagna da vivere che noi non sappiamo - Ho bisogno di emozioni forti...vado a leggere il mio estratto conto - Beati i vegetariani... che non possono mangiarsi il fegato - L'unico uomo capace di tenere sveglia una donna tutta la notte, porta il pannolino - Come si chiama...quando tutto va bene? Alcool, si chiama alcool! - Oggi la mia vicina ha urlato così forte a suo figlio che dalla paura mi sono messo a sistemare la camera pure io - L'unica che ti aiuta veramente nel momento del bisogno è la carta igienica -
Cultura e Società

Per una memoria quotidiana

Geografia e identità

di Giuseppe Cocco

Amiamo la Geografia perché la nostra vita non diventi un non luogo.
A questo serve la Geografia, parte integrante dell’individuo, che, per vivere responsabilmente e consapevolmente, si deve chiedere chi sono, dove sono, dove vado. Una geografia madre della nostra identità.

Geografia e identitàGeografia e identità

Quanti bambini ragazzi adulti non sanno dove sono, come orientarsi nei luoghi in cui vivono, non conoscono tradizioni, cibi, produzioni agroalimentari e cucine tipiche; quali i mestieri antichi, ma anche i beni artistici, archeologici, culturali ed ambientali che li circondano, che devono appartenergli.
Quanti vivono con consapevolezza l’identità dei luoghi e dei territori che li rendono unici nel mondo globalizzato, fieri delle proprie radici?
I giovani abbandonano l’Italia, ma quanti di loro sanno cos’è l’Italia?
Eppure, paradosso italiano, mentre si festeggiano i 150 anni della Società Geografica Italiana, siamo orfani dell’insegnamento della materia nelle nostre scuole.

Geografia e identitàGeografia e identità

Geografia vuol dire conoscenza di sé, della propria identità materiale e immateriale, data dalla storia del vissuto, nell’ambito del territorio in cui si nasce; e da lì, il proprio posto e ruolo nel mondo, più o meno globalizzato.
Oggi, nell’poca di internet e delle mappe online, c’è chi afferma l’inutilità d’insegnare la Geografia, eppure nell’ambito della trasmissione delle conoscenze umane, tutto è importante per costruire l’Uomo.
Quando vien meno la curiosità, la fame di conoscenza, quando prende il sopravvento la presunzione dell’ignoranza, è il momento dell’ottusità, dell’arroganza, della chiusura, dell’inaridimento, dell’incapacità degli individui e delle società di contribuire al processo di evoluzione e progresso; non si è più individui, persone, artefici della propria vita, ma ci si lascia vivere, ci si adegua alla massa, si lascia che la vita, cioè altri vivano per noi, ci indichino la strada, perché noi abbiamo perso la nostra; seguiamo pedissequamente e acriticamente, scelte imposte.

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Ma il presente ed il futuro siamo noi, noi che abbiamo un passato da conoscere e sviluppare, e la Geografia ci aiuta nella conoscenza di noi stessi come individui inseriti nel mondo.
Si cresce in sapienza e consapevolezza, facendo esperienza, rivivendo ciò che altri hanno già vissuto e raccontato.
Per far questo, per orientarsi nella vita e nel mondo che ci circonda, c’è bisogno della Geografia, e per percorrere la nostra strada c’è bisogno di mappe e di guide che ci insegnino a leggerle e ad orientarci; che ci accompagnino camminando accanto a noi, con lentezza, per lasciare tempo ai racconti e alle domande, di vivere, vedere, conoscere e metabolizzare i luoghi e i territori che attraversiamo giornalmente.

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Fretta, velocità, competitività, non si addicono alla cultura e alla conoscenza, quindi neanche alla Geografia delle emozioni e delle esplorazioni.
Ogni bambino dovrebbe trovare negli adulti il primo approccio alla propria Geografia; i genitori che insegnano a fare i primi passi, dovrebbero insegnare a camminare sulla propria strada suggerendo la direzione utile a conoscere il mondo.
Ogni viaggio di esplorazione, per una buona riuscita, ha bisogno di essere preparato con attenzione, e la preparazione richiede il suo tempo.

Geografia e identitàGeografia e identità

Ogni uomo e donna, viaggiatori del proprio tempo e della loro storia, ci mettono nove mesi di preparazione prima di intraprendere il loro cammino; e quando nascono, trovano i genitori, prime guide per orientarsi. Sono loro ad insegnare i primi rudimenti di Geografia, al bambino che, entusiasta di ogni cosa che lo circonda, perché nuova e sconosciuta, apprende il senso di orientarsi nello spazio attraverso la Geografia dei luoghi vissuti quotidianamente: dalla culletta alla cameretta alla propria casa; quella casa che diventa la prima palestra di esplorazioni e scoperte, per crearsi la prima mappa geografica, esperienziale, emozionale, mentale e sensoriale.

Geografia e identitàGeografia e identità

Successivamente, la scuola dovrebbe affiancarsi e aggiungersi come altra guida ed accompagnatrice. Ma le nostre guide, famiglia e scuola, purtroppo hanno perso la bussola, spesso autoreferenziali, indicando pretendono che si guardi il dito e non la luna; uccidono la fantasia e si allontanano dall’anima di bambini e ragazzi. Non conoscono più ciò che devono tramandare, non sanno più soddisfare la sete di conoscenza giovanile, soggette come sono ad un arido consumismo, e ad una falsa visione del futuro, fatta di sopraffazione, ambizione, fretta e superficialità. Perfino i viaggi sono ormai mordi e fuggi o a scopo di lucro.

Geografia e identitàGeografia e identità

La Geografia è una grande maestra, che sa di storia, filosofia, economia, agricoltura, cucina, antropologia, etnografia, arte, scienze, botanica, cultura generale e vita; insegna ad orientarsi nel mondo conosciuto, sconosciuto a noi; comincia dal nostro quartiere e dalla nostra città e via via, a cerchi concentrici, espande le nostre conoscenze ai paesi e ai centri urbani vicini, a fiumi, laghi, pianure, colline e montagne della nostra regione, del nostra Italia, giungendo oltre i confini, all’Europa, ai paesi del Mediterraneo, al mondo intero.

Geografia e identitàGeografia e identità

Così, se anche tutte le terre fossero state scoperte, conosciute e tramandate, ognuno deve far proprie queste conoscenze ed esperienze, perché l’esperienza, pur se simile, non è mai uguale.
Se ogni angolo della terra è oggi conosciuto e mappato dalla Geografia, raggiungibile virtualmente attraverso internet e fisicamente con l’uso di un aereo, raccontato dai documentari, il mondo, per diventare reale deve essere vissuto e per ogni uomo è sempre nuovo e foriero di scoperte.
Geografia, entusiasmo, emozione e curiosità della scoperta, le molle che hanno mosso l’uomo dai suoi primordi, che l’hanno fatto progredire nelle sue conoscenze e nelle sue scoperte, nella civiltà.
Perché Geografia non è solo mappatura e conoscenza delle terre emerse, ma è anche conoscenza di sé e degli altri, dei popoli che le abitano; e di tutto ciò che gli uomini con le proprie caratteristiche, culture, religioni, filosofie, civiltà, hanno prodotto e lasciato come testimonianza nel tempo, diventando potenzialità per arricchirci e progredire per un presente, un futuro, un mondo migliore.

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Una pietra può tornire una pietra se la muove la mano dell'amore (H. von Hofmaansthal) - L'amore è la più saggia delle follie (W: Shakespeare) - Colui che è contento di se stesso, ama l'umanità (L: Pirandello) - Non si è perduto niente se ci resta l'amore (Parafrasando F: Voltaire) - Non c'è amore sprecato (M: de Servantes) - Ama e fa ciò che vuoi (Sant'Agostino) - Si vive solo il tempo in cui si ama (C.A. Helvetius)