#191 - 29 aprile 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Fumetto

Gli aristocratici

di Giada Gentili

Nato dall'incontro fra la fantasia di Alfredo Castelli e l'inimitabile tratto di Ferdinando Tacconi, il fumetto Gli Aristocratici descrive le avventure di un esiguo gruppo di abilissimi ladri in guanti gialli.

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Si tratta di una banda di 5 ladri gentiluomini che sembrano rubare più per il fascino dell'impresa che per il bottino, che in gran parte devolvono in beneficenza trattenendo un esiguo 10% a titolo di rimborso spese.
Il gruppo è alquanto eterogeneo, è infatti costituito dal Conte, il più anziano del gruppo, un arzillo gentiluomo inglese; Alvaro, un italiano esperto nello scasso in grado di forzare senza fatica ogni tipo di serratura; Moose, un irlandese nerboruto e simpatico capace di menare le mani quando le situazioni lo richiedono; il tedesco Fritz, l'inventore del gruppo esperto di elettronica, sempre pronto a sfornare marchingegni degni di 007 ed infine Jean, la nipote del Conte dalle numerose abilità.

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Il soprannome dato al gruppo di Aristocratici deriva dal loro fare impeccabile, dai colpi messi a punto con eleganza, dal loro abbigliamento inappuntabile.
La loro abilità talvolta li ha portati a collaborare con le autorità per contrastare criminali privi di scrupoli che si macchiano di delitti decisamente meno tollerabili come il traffico d'armi.
Come sempre in questi casi non può mancare il classico ispettore che cerca di dare la caccia ai malviventi, ma la situazione è più intricata del previsto in quanto l'ispettore Michael Allen è anche fidanzato con la bella Jean.
I suoi tentativi di smascherare il gruppo si risolveranno sempre con un buco nell'acqua.

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Gli Aristocratici hanno anche degli avversari di tutto rispetto nel mondo del crimine, che tornano con periodicità nelle avventure.
Fra questi il più rilevante è sicuramente il temibile Derek Collins, che ha più di qualche motivo per serbare rancore al gruppo.
Dato il tipico modo di narrare di Castelli le avventure degli Aristocratici non possono che essere un misto di avventura e citazioni colte, dalla letteratura al fumetto, dall'attualità alla finzione.
E così può capitare anche che gli Aristocratici incontrino "realmente" personaggi di fantasia come Sherlock Holmes, Tarzan o Arsenio Lupin.

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Alcune delle storie del gruppo sono state scritte da Castelli insieme ad un giovanissimo ed ancora sconosciuto Tiziano Sclavi. Del resto le avventure non ruotano sempre intorno a furti e grandi colpi ma spaziano su temi quanto mai vari.
Gli Aristocratici è una bella pausa della ns rubrica fumettistica. Il puro piacere di leggere (cosa oggi alquanto rara). Bella comunque l'idea della beneficienza, una sorta di Robin Hood nostrano.

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APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -