#190 - 14 aprile 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Iniziative

Altamura

Federicus

2017: Sesta edizione

L’edizione 2017 di Federicus apre un nuovo triennio di progetti, iniziative, rievocazioni.
La scelta del tema è stata ispirata da un verso del XIV canto del Purgatorio di Dante in cui il poeta rimpiange "Le Donne e ‘Cavalier, li Affanni e li Agi" di un mondo, ormai sulla via del tramonto, fatto di amore, gentilezza, coraggio e cortesia.
Questo è l’anno de Le Donne e ‘Cavalier : raccontare l’amor “fino” significa addentrarsi in uno dei temi più vivi del Medioevo. La società cortese fu la risposta laica al dominio culturale della Chiesa attraverso un nuovo modo di concepire valori e ideali.

La figura del cavaliere incarna non più e non soltanto virtù militari e guerresche come la prodezza, l’onore e la fedeltà, ma anche virtù civili quali liberalità, magnanimità e misura. La nobiltà è quella del cuore e non del sangue.
La donna diventa il simbolo e il soggetto intorno a cui ruota questo nuovo sistema, la fonte da cui dipartono e si originano i comportamenti più alti e gentili.
Rime, narrazioni, riti, cerimonie di investitura, feste, giostre e tornei, giardini incantati, amori languidi e segreti animeranno per tre giorni la festa medievale altamurana riportandoci indietro al tempo di quei nobili ideali.

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La storia di Altamura si compone di diverse fasi e spesso il dato storico si intreccia alla leggenda.
Certamente il personaggio in cui la città riconosce il suo fondatore o rifondatore è Federico II di Svevia (1194-1250).
Il primo controverso documento risale al 1232: è un privilegio federiciano in cui Riccardo da Brindisi, parente dell’imperatore, riceve su nomina imperiale, l’arcipretura della chiesa di Altamura. Detto documento prevedeva benefici ed esenzioni da ogni giurisdizione episcopale.
A questo periodo potrebbe risalire l’afflusso di gente nel territorio da tutto il circondario e non solo. Risale, invece, al 1243 un secondo documento in cui si presentano due rescritti imperiali che delimitano i confini della città di Altamura. Anche da questo documento risulta la provenienza eterogenea per lingua e rito della popolazione.
La comunità divenne un importante centro agricolo, dedito anche all’allevamento e con notevoli interessi fiscali da parte dello Stato.

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Perché mai Federico volle rifondare la città di Altamura ed edificarvi una cattedrale di cui non vide mai il completamento?
La tradizione vuole che la salubrità dell’aria e la bontà dell’acqua del luogo furono di ristoro per i soldati federiciani ammalati di peste, di passaggio in queste terre durante una crociata.
La semplice riconoscenza di un signore così potente non è sufficiente a giustificare una simile impresa. Allora diremo che l’amenità del posto, la strategia politica e difensiva, la personalità dell’imperatore e il suo amore per la Puglia favorirono la nascita e lo sviluppo di diversi centri nella regione.
E, mentre altrove l’imperatore edificava fortificazioni e castelli, per Altamura volle anche un luogo di culto: una cattedrale palatina, forse un monumentum che, come dice la parola stessa, ammonisse e ricordasse il prestigio, il potere, la magnanimità e liberalità di un re.
Federico morì nel 1250 e, con la morte anche di suo figlio Manfredi, ucciso nel 1266 nella battaglia di Benevento, si infranse il sogno imperiale svevo anche in queste terre.

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Oggi, il Progetto Fortis Murgia che organizza "Federicus", ha lo scopo di valorizzare ed esportare il territorio murgiano nei suoi molteplici aspetti, dal patrimonio storico-culturale locale, al paesaggio, all’enogastronomia, allo sport. Mascotte dell’ambiziosa iniziativa è il falco grillaio, piccolo rapace che abita lungo i tetti dei paesi murgiani, che si caratterizza per l’agilità e la grinta.
Ed il falco, nell’area murgiana, oltre ad avere una valenza naturalistica e simbolica, ha un rilievo storico, visto che Federico II di Svevia, rifondatore di Altamura e della sua Cattedrale e committente di castelli sopravvissuti al tempo, lo impiegava nelle sue battute di caccia.
Ecco perché, in maniera naturale, parallelamente all’attività sportiva e al falco grillaio, sono decollati i Laboratori Federiciani, momenti rievocativi attraverso i quali si è inteso favorire la formazione di gruppi spontanei in loco di sbandieratori, arcieri, timpanisti, giocatori oltre che dei gruppi di figuranti ed attori.
La contiguità tra l’attività sportiva e quella culturale ha consentito ai calciatori della FORTIS MURGIA di studiare i giochi dell’epoca federiciana per riproporli durante il corso della manifestazione.

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È opportuno, infine, precisare che il progetto rievocativo dell’intera manifestazione è finalizzato a favorire flussi di turismo culturale, nonché a provocare una ricaduta anche economica sul territorio murgiano.
Per questo, si intende promuovere un circuito che veda collegate le città federiciane pugliesi e lucane onde rivolgere ai turisti e agli studiosi un pacchetto completo, a tema, che consenta di intercettare l’interesse del visitatore e condurlo sulle tracce e testimonianze lasciate dall’imperatore del XIII secolo.

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ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----