#186 - 11 marzo 2017
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Scacchiere

di Dante Fasciolo

Ci sono giochi nella vita quotidiana
geometricamente riconducibili ad un quadrato,
tant’è che quando il gioco raggiunge il suo equilibrio
in specie se si tratta di politica
si afferma con un certo sussiego
“abbiamo raggiunto la quadra”.

Va con se che ogni giro di parola
ogni frase fatta e rifatta, ogni iperbole verbale,
nonché le contorsioni esplicative,
più affini a movimenti rotatori simil cerchio,
trovano giustificazione in questa nuova forma,
il quadrato, appunto.

Sicuramente la maggior parte delle persone adulte
ha dimenticato le performance
sul quadrato della dama
dove si rincorrevano pedine nere e bianche,
o dove era possibile fare “filotto”…
e chissà in quale armadio è finita quella cassettina…

La nostalgia, tuttavia, è sempre dietro l’angolo di casa.
Previdenti, gli uomini che con baldanza
si prendono cura della cosa pubblica sanno dove si trova
e prontissimi riaprono al gioco,
trasformando l’arcano strumento familiare
in una grande scacchiera idonea allo scontro.

Succede un po’ dappertutto: si moltiplicano le pedine,
se ne aggiungono di tutti i colori, si confondono le mosse,
piccoli trucchi, grandi scorrettezze, parole grosse e grasse…
ed ecco che il ritmo si perde nelle musica che stona.
Voraci pedine mangiano senza regole le sorelle,
camaleontici travestimenti irrompono sulla scena.
“No, lo spartito non mi piace più,
mi riprendo la mia cassettina e gioco a dama con altri…”
I capricci di bambino ritornano anch’essi
con le nostalgie di un tempo ormai trascorso.

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