#184 - 18 febbraio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Fumetto

Fuori dagli stereotipi del cinema e della Tv

Julia Kendall

di Giada Gentili

Julia KendallJulia Kendall

Julia Kendall vive e lavora a Garden City, una cittadina a circa un’ora di strada da New York.
Di professione fa la criminologa. Ha superato di poco la trentina, con capelli corti e scuri, come gli occhi, particolarmente grandi ed espressivi. Lontana dallo stereotipo della top-model, ha una figura naturalmente elegante, con un corpo esile e nervoso alla Audrey Hepburn, e tratti che, senza rientrare nei canoni della bellezza classica, la rendono decisamente affascinante.

Julia KendallJulia Kendall

Si trucca poco, propende per un abbigliamento sportivo di classe (con una predilezione per l’insieme pantaloni - camicia - blazer) ma, all’occorrenza, sa sfoggiare anche mises più raffinate. Abita in una tipica villetta primi Novecento alla periferia di Garden City. Julia coltiva l’hobby del cinema anni Quaranta e della musica.

Julia KendallJulia Kendall

È una donna moderna, che ha una concezione moderna della vita e dei rapporti. Le sue recenti storie sentimentali sono state brevi e piuttosto turbolente, cosa che le ha sviluppato una naturale avversione verso i legami duraturi.
Per lei il sesso è un complemento, non un fine.
Possiede una Morgan 4/4 bianca, con interni di pelle nera, del 1967.
Non si tratta di un’eccentricità: l’ha dovuta accettare come pagamento per una prestazione professionale.
Il lavoro di Julia si svolge su due fronti. Insegna, come assistente, all’università locale, dove ha stabilito con i suoi studenti un rapporto di reciproca stima e fiducia. La criminologia è una scienza interdisciplinare che si basa sulla psicologia, sulla sociologia, sulla psicanalisi, sul diritto…

Julia KendallJulia Kendall

Quante donne sul piccolo schermo in questi ripetitivi serial tivvù con tutte queste donne bellissime, stranissime, pettinatissime alle prese con cadaveri e serial killer.
Buffissime, tutte, senza distinzione, Barbie appiccicate dentro storie fatte con la carta carbone dove il personaggio è inesistente e le pseudo-attrici devono solo far memoria del copione.
Evviva questa Julia Kendall, fumettistico personaggio che è tutta un'invenzione di Giancarlo Berardi, grande artista da non confondere con gli anonimi sceneggiatori delle serie tivvù, sempre più spazzatura.

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APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -