#179 - 14 gennaio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Arte

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
e Museo Giacomo Manzù di Ardea (Roma)

Dialoghi sulla spiritualità

Manzù e Lucio Fontana
mostra a cura di Barbara Cinelli e Davide Colombo

Di Brigida Mascitti

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Si tratta di un tentativo, stando alle parole di Edith Gabrielli - direttore del Polo Museale del Lazio - “di fare rete dal punto di vista museale, ossia realizzare un’idea di tutela e valorizzazione integrata”, dal momento che le sedi espositive sono due, e ben distinte per entità, storia e dislocazione: il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, il 5° polo museale italiano per numero di visitatori, e il bellissimo, ma ancora poco noto nonostante aperto al pubblico da oltre un trentennio, Museo Giacomo Manzù di Ardea, in provincia di Roma.

Una scelta rischiosa ma ben consapevole che si riflette anche sul tentativo di far dialogare non solo due realtà nettamente distinte dal punto di vista museografico e geografico, ma ancor di più i protagonisti della mostra, accomunati da un unico tema: il rapporto con l’Arte Sacra.

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Da un lato Giacomo Manzù, il bergamasco definito da Giovanni Carandente “Il Michelangelo del 2000”, che, all’indomani del secondo dopoguerra, rappresenta un punto fermo nel controverso rapporto tra Chiesa ed arte contemporanea.
Manzù risulta essere il vincitore del Bando di Concorso internazionale per la realizzazione di una delle Porte di San Pietro indetto nel 1949 dal Vaticano e, dopo oltre 20 anni dalla gara, vede la sua “Porta della Morte”, inaugurata il 28 giugno del 1964 e benedetta da Papa Paolo VI, divenire l’accesso al “maggior Tempio della Cristianità”.

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Il processo creativo da punto di vista stilistico e concettuale è stato lungo e struggente, con Manzù che distruggeva ogni bozzetto nel momento in cui vedeva che il suo sentire artistico ed umano non si rifletteva in quello che in realtà era il tema ridondante lui assegnato per la porta: “L’azione della Chiesa attraverso i secoli con i Santi e i Papi protagonisti di alcuni tra i più salienti episodi storici”.
Proficua ed indispensabile in tale contesto l’amicizia con Papa Giovanni XXIII, bergamasco e di umili origini come lui, e con Monsignor Giuseppe De Luca, che sostennero Manzù, nonostante l’accusa di eresia che lo aveva colpito nel 1941, a causa della scandalosa vicenda delle “Crocefissioni” del ciclo “Cristo nella nostra umanità” esposte all’epoca in mostra al Palazzo Reale di Milano.
Oggi, oltre 30 sculture, tra le quali alcuni di quei bassorilievi “incriminati”, i bozzetti della porta vaticana e i suoi celebri, statici ed imponenti “Cardinali”, vengono riproposti nella sala di Apollo di Castel Sant’Angelo.

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L’altro protagonista è Lucio Fontana, universalmente noto al pubblico per i suoi “tagli” e per i “crateri lunari”. In questo contesto tematico dedicato però all’ “interazione tra arte e spiritualità”, così come sottolineato nella premessa al catalogo dal Card. Gianfranco Ravasi, sono esposte circa 30 opere tra sculture e disegni che ricordano la sua partecipazione al Concorso per la V Porta del Duomo di Milano del 1950 di cui risultò finalista contro Minguzzi, il vincitore. Tra gli altri sfidanti lo stesso Manzù, Marino Marini e Francesco Messina. Anche in questo caso, uno dei più affermati artisti a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso, perfettamente calato nel suo tempo, entrava in contatto con una committenza istituzionale ecclesiastica al pari del Vaticano, quale la Veneranda Fabbrica del Duomo, fornendo un’interpretazione del tema storico della porta in chiave civile e contemporanea.
Committenze simili, esiti antitetici. Un’occasione unica per riflettere sui due dei padri dell’arte contemporanea ormai storicizzata e verificarne - in cornici differenti - le soluzioni stilistiche ed espressive talora divergenti o addirittura antitetiche, sul comune tema del sacro.
Stando alle intenzioni e alle linee guida del progetto questo l’ambizioso obiettivo!

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ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----