#172 - 12 novembre 2016
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Emozioni

di Dante Fasciolo

Non ci sono più emozioni da vivere
in questo nostro tumultuoso e rocambolesco mondo.
Sono rimaste flebili passioni
e tanto sgomento, tanta indifferenza, tanta rabbia.
Il cinismo gioca ancora la sua partita
dentro le istituzioni nazionali ed internazionali,
tra i labirinti economici, i potentati e le lobby,
e la residua politica lo ha iniettato anche nei nostri cuori.

Non ci sono più emozioni da vivere
in questo tumultuoso e rocambolesco mondo.
Si vive alla giornata, sul filo delle ventiquattr’ore,
ogni pensiero sembra essere avvolto
in una coltre impenetrabile e indecifrabile
capace di assorbire desideri e aspettative
o di respingere senza dare spiegazione
ogni pur legittima speranza.

Non ci sono più emozioni da vivere
in questo tumultuoso e rocambolesco mondo.
L’abitudine e l' assuefazione
galleggiano di fronte agli avvenimenti:
ci sono guerre, si! ma lontane…
uomini in fuga, si! Sempre più vicini
sempre più presenti sulle nostre città,
ma si ignora la loro martoriata storia presente e passata.

C’è fame e disperazione in ogni angolo del mondo
anche ai margini delle nazioni e delle città
ove albergano gli uomini burattinai
che guidano con sarcasmo una società allo sbando.
Abbiamo avuto un sogno non molto tempo addietro,
fiorito tra le macerie di rapaci progetti,
ha un nome: Europa, entità geografica, si!,
ma soprattutto idealizzata come entità politica, etica, umana.

Il nostro risveglio annuncia stagioni grigie,
si negano le ragioni alle quali occorre dare seguito;
sgomento, indifferenza, egemonie e rabbia
è il tenace tessuto da squarciare con determinazione.
Europa: ridacci intero il sogno spezzato,
ne abbiamo bisogno per noi e per esempio al mondo,
ridacci sane passioni e ancora un’emozione da vivere.

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