#154 - 11 aprile 2016
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Pagine Preziose

Storia e geografia di un cammino millenario

Sulla Via Francigena

Angelo Moia - Lorenzo del Boca - Utet Editore

Milioni di passi, uno dopo l’altro, per oltre duemila chilometri, quattro paesi diversi e altrettante frontiere da superare, negli occhi i paesaggi più vari, dal mare della Manica tra Dover e Calais, alle vaste distese della campagna francese e della pianura Padana, fino alle cime alpine del San Bernardo e appenniniche della Cisa. La via Francigena, che da più di dieci secoli attraversa il cuore dell’Europa, è una strada carica di tradizione, le cui origini affondano nell’Alto Medioevo, nel viaggio di Sigerico tra Canterbury e Roma alla vigilia dell’anno Mille, per ritirare dal papa il “pallioâ€, simbolo della sua autorità vescovile.

Percorrere la Francigena oggi significa innanzitutto misurarsi con la storia millenaria dell’Europa: non solo quella dei molti pellegrini medievali, le cui tracce restano e resistono nei monasteri disseminati lungo il tragitto, ma anche quella dei crociati partiti per la Terra Santa, dei primi abitanti dei comuni e delle città rinascimentali, dei soldati caduti durante le campagne napoleoniche o nel corso delle due guerre mondiali.

Ma seguire le orme del cammino di Sigerico è anche una sfida personale, sia con il proprio corpo, giorno dopo giorno sempre più provato dalla fatica della marcia, sia con il mondo esterno, fra camion che sbuffano, direzioni sbagliate, alloggi di fortuna e autostrade che impediscono il passaggio.

È inoltre il piacere di scoprire a ogni tappa dell’itinerario la ricchezza delle molte persone incontrate, un’umanità non facilmente classificabile entro gli schemi della vita di città: un’anziana signora francese che non si capacita dell’impresa di camminare fino a Roma, un simpatico “ladro di legnaâ€, due zelanti carabinieri, un goffo pretino-giardiniere, una provvidenziale riflessologa.

Lorenzo Del Boca e Angelo Moia, con il loro personalissimo racconto a quattro mani, restituiscono tutte le variegate emozioni di un viaggio straordinario. Ne condividono con noi il senso più profondo e ci offrono la guida atipica di un percorso storico, che diviene unico, arricchendosi dei loro ricordi e delle loro esperienze.

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